L’inchiesta sul rogo del Constellation si allarga al sindaco di Crans-Montana e a quattro amministratori, mentre Berna stanzia i primi risarcimenti.
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Redazione Esteri
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L’onda lunga della strage di Capodanno al locale Le Constellation, costata la vita a quarantuno persone, continua a investire le istituzioni e i privati cittadini del piccolo comune vallesano, intrecciando il dramma umano delle vittime con uno scenario giudiziario sempre più articolato e, per certi versi, opaco. Da un lato, la macchina del risarcimento si è messa in moto con l’approvazione, da parte del Consiglio nazionale, di un contributo di solidarietà una tantum di cinquantamila franchi destinato a tutti i feriti e ai familiari delle persone decedute -1; una mossa, quella di Berna, che punta a fornire un sostegno concreto e immediato, seppur simbolico di fronte all’entità della tragedia, per alleviare le prime difficoltà amministrative e finanziarie in cui versano i sopravvissuti. Dall’altro lato, però, il fronte investigativo si fa più fitto e preoccupante: la procura di Sion ha infatti iscritto nel registro degli indagati il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, allargando di fatto il raggio delle responsabilità oltre la sfera dei gestori del locale.
Non è solo il primo cittadino a finire sotto la lente degli inquirenti. Con lui, nell’inchiesta che ipotizza gravi carenze nei controlli di sicurezza, risultano indagate altre quattro figure legate all’apparato amministrativo e tecnico del comune: l’ex consigliere comunale delegato alla Pubblica Sicurezza per il periodo compreso tra il 2021 e il 2024, l’ex capo della Protezione Antincendio e il suo vice, e infine un membro dell’attuale squadra di Pubblica Sicurezza. Il numero totale delle persone finite nel registro degli indagati sale così a nove, a testimonianza di come la magistratura elvetica intenda vederci chiaro su un possibile sistema di controlli andato in tilt, dove le negligenze potrebbero essere state a monte, ben prima che quella notte qualcuno accendesse un bengala. Un quadro, questo, che si intreccia pericolosamente con le anomalie emerse sull’asse della coppia Moretti-Maric.
Parallelamente all’ampliamento del capitolo delle responsabilità pubbliche, le indagini patrimoniali e finanziarie sui proprietari del Constellation, Jacques Moretti e Jessica Maric, sembrano aver imboccato una pista che porta dritta al cuore del riciclaggio di denaro. Gli accertamenti degli inquirenti svizzeri sui movimenti di denaro delle società riconducibili alla coppia, infatti, avrebbero fatto emergere diverse criticità, tali da configurare l’ipotesi di reati a monte ben più complessi della semplice gestione colposa. In un passaggio dell’informativa della polizia federale, riportato nelle ricostruzioni giornalistiche, si parla esplicitamente di come queste presunte anomalie “potrebbero portare a reati a monte legati al riciclaggio di denaro”, includendo nella lista dei possibili capi d’accusa anche la cattiva gestione, la falsificazione di documenti, la frode assicurativa e gravi reati fiscali. Uno scenario che proietta l’intera vicenda in una dimensione internazionale, resa ancor più delicata dal fatto che le vittime italiane sono sei, tutte giovanissime, e che la procura di Roma sta portando avanti un filone d’inchiesta parallelo per omicidio colposo e incendio colposo.




