L’ultima beffa al Maradona: Napoli rimontato e affondato dal Bologna nel recupero
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Redazione Sport
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Non c’è due senza tre, si dice, e per il Napoli il copione delle sconfitte casalinghe in questa fase della stagione ha assunto i contorni di un déjà-vu crudele. Dopo l’approccio sbagliato già visto contro la Lazio, gli azzurri hanno ripetuto gli stessi errori – stavolta contro un Bologna cinico e sorprendentemente solido – e hanno dovuto inseguire per oltre un’ora, riuscendo persino a pareggiare un match che sembrava compromesso, per poi venire nuovamente trafitti al novantunesimo. La rimonta, costruita con rabbia e orgoglio tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo, si è infranta contro l’ennesima distrazione difensiva, quella che ha permesso a Rowe di gelare il Maradona e consegnare ai rossoblù tre punti pesantissimi.
Un primo tempo da incubo e la reazione del capitano
La partita, valida per la trentaseiesima giornata di Serie A, era partita sotto i peggiori auspici per i padroni di casa. Al decimo minuto, Bernardeschi aveva già firmato il vantaggio ospite con un bolide di sinistro che non ha lasciato scampo a Milinkovic-Savic; lo stesso portatore di palla, poi, avrebbe meritato maggior fortuna su un tentativo immediatamente successivo di Juan Miranda, il cui tiro ha sfiorato il palo. Il raddoppio è arrivato al trentaquattresimo, quando Orsolini ha trasformato un rigore con la consueta freddezza. Sembrava la fine della contesa, e invece il Napoli – nella sua versione più orgogliosa – ha trovato la forza di reagire: nel recupero del primo tempo, il capitano Di Lorenzo ha accorciato le distanze, riaprendo un match che pareva ormai chiuso.
Il pareggio lampo di Alisson e l’illusione della rimonta
L’inerzia, nel calcio, è un fattore talvolta più decisivo della qualità tecnica. E quella, appena passati tre minuti dall’inizio della ripresa, si è completamente rovesciata: Alisson Santos – autore di una prestazione da sette e mezzo in pagella – ha firmato il 2-2, un gol che ha fatto credere al Maradona e alla panchina di Conte che la festa per la qualificazione matematica alla Champions League fosse soltanto rinviata di qualche minuto. Il Napoli ha spinto, Hojlund (sette in pagella) ha seminato il panico tra i difensori avversari, e Politano (sei e mezzo) ha provato a innescare i compagni sulle fasce. Ma il gol del definitivo sorpasso non arrivava, anzi: il Bologna resisteva e aspettava il momento giusto.
Rowe al novantunesimo: la beffa consumata
Ed è arrivato, quel momento, quando ormai tutti si preparavano a commentare un pareggio che avrebbe comunque allungato la striscia utile. Al quarantaseiesimo del secondo tempo – quando ormai il cronometro segnava il novantunesimo – Rowe ha raccolto un pallone vagante nell’area di rigore e ha battuto Milinkovic-Savic per il 2-3 definitivo. Una doccia gelida per i trentamila del Maradona, e un colpo d’orgoglio per il Bologna, che ha dimostrato di saper soffrire e colpire al momento opportuno. Il Napoli, dal canto suo, ha lasciato per strada una chance d’oro: quella di blindare matematicamente la qualificazione alla prossima Champions League con due giornate d’anticipo, rendendo invece la lotta per i primi quattro posti ancora più avvincente.
I voti e il peso di una prestazione incostante
Dagli spogliatoi e dalle pagelle ufficiali emergono alcuni dati significativi: Alisson (7.5) e Hojlund (7) sono stati i migliori in campo tra i padroni di casa, mentre Di Lorenzo (7) ha retto l’urto emotivo con la fascia al braccio. Tra i meno brillanti, Buongiorno (5.5) e Gutierrez (5.5) hanno sofferto la velocità e la mobilità degli attaccanti rossoblù. Le sostituzioni – Spinazzola, Gilmour e Mazzocchi entrati nei minuti finali – non hanno inciso sulla manovra. Nel Bologna, invece, la coppia Bernardeschi-Orsolini ha fatto la differenza nella prima frazione, mentre il subentrato Rowe ha messo il sigillo su un’impresa che porterà la firma dell’intero gruppo.




