Femminicidio a Bergamo, Valentina Sarto uccisa dal marito: i vicini sentivano le urla
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Redazione Interno
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Non è bastato, a Valentina Sarto, il rumore del Baretto, il bar dello stadio dove lavorava e dove forse sperava in una vita diversa, per metterla al riparo dalla furia del marito. La sua storia, quella di una donna di 42 anni uccisa a coltellate, si è consumata lontano dagli spalti e dai cori, nel silenzio spezzato solo dalle liti di una casa di via Pescaria, a due passi dall'impianto sportivo di Bergamo. Lui, Vincenzo Dongellini, cinquant'anni e lavori saltuari nei cantieri edili, è ora ricoverato sotto piantonamento all'ospedale Papa Giovanni XXIII, dopo che, al culmine della tragedia, ha tentato di togliersi la vita. Un gesto, il suo, che non gli è riuscito e che lo ha lasciato ferito in modo superficiale, costringendo i sanitari a soccorrere l'aguzzino mentre la sua vittima giaceva già senza vita al piano di sopra.
Sul di Valentina, i primi rilievi della scientifica – coordinati dal pm Antonio Mele – hanno evidenziato ferite profonde, inferte con un coltello che l'uomo avrebbe impugnato nella tarda mattinata di mercoledì 18 marzo. Colpi sferrati con una violenza inaudita, che hanno raggiunto la schiena e la gola, recidendo qualsiasi possibilità di difesa. A lanciare l'allarme, stando a una prima e disperata ricostruzione, sarebbe stata la figlia di Dongellini, avuta da una precedente relazione. Il padre l'avrebbe chiamata dopo l'omicidio, forse in uno stato di alterazione, forse nel tentativo di trovare una via di fuga che non fosse quella del carcere, e lei, accorsa, si è trovata davanti a una scena che le segnerà per sempre l'esistenza.
Un matrimonio breve e un bar come rifugio
Valentina e Vincenzo si erano sposati solo lo scorso anno, nel maggio del 2025, dopo una relazione decennale che lasciava presagire una stabilità poi rivelatasi un'illusione. Per la vittima, il Baretto – il punto di ritrovo dei tifosi della Curva Nord dell'Atalanta – non era solo un posto di lavoro, ma una sorta di seconda casa, un ambiente dove costruire relazioni e sentirsi apprezzata, lontano dalle tensioni domestiche. Un contrasto stridente, quello tra la socialità del bar e l'isolamento della coppia, che trova riscontro nelle testimonianze raccolte dagli investigatori della Squadra mobile: diversi vicini avrebbero più volte sentito urla e litigi provenire dall'appartamento dei due. Nessuno, però, fino a questo momento fatale, aveva mai ritenuto quei diverbi così gravi da richiedere una segnalazione alle forze dell'ordine.
La dinamica che ha portato all'ennesimo femminicidio è ancora al vaglio degli inquirenti. Non risultano denunce pregresse né interventi della polizia per violenza domestica, un dettaglio che, se da un lato esclude un coinvolgimento precedente delle istituzioni, dall'altro non cancella il clima di tensione che, secondo chi abitava nei paraggi, caratterizzava ormai la quotidianità della coppia. Si parla di dissidi frequenti, forse acuiti negli ultimi giorni, forse legati a incomprensioni che nulla avrebbero dovuto far presagire un epilogo tanto cruento.
L'ombra del coltello e il silenzio di via Pescaria
L'abitazione di via Pescaria, nella tarda mattinata di ieri, è stata letteralmente presa d'assalto dai soccorritori. Due ambulanze del 118, i vigili del fuoco e diverse pattuglie della polizia hanno chiuso la strada per consentire i rilievi e il recupero dei corpi. Per Valentina Sarto, quando i sanitari sono riusciti a varcare la soglia di casa, non c'era ormai più nulla da fare: le ferite riportate l'avevano uccisa in pochi istanti, lasciando al medico legale solo il compito di constatare il decesso e di documentare, col passare delle ore, la traiettoria di quei colpi inferti con una precisione che lascia poco spazio all'improvvisazione. Dongellini, invece, è stato stabilizzato e trasportato d'urgenza in ospedale, dove rimane in stato di arresto, piantonato dagli agenti in attesa che i medici lo dichiarino dimissibile per essere trasferito in carcere.
L'indagine, coordinata dalla procura di Bergamo, si concentra ora sulla ricostruzione esatta degli ultimi minuti di vita della donna e sul movente. Movente che, al di là delle ipotesi di una lite degenerata, affonda le radici in un rapporto di possesso che, come spesso accade in questi casi, era probabilmente già incrinato da tempo. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario aggravato e, parallelamente, si valuta la posizione dell'uomo per il tentato suicidio, atto che non ha conseguenze penali ma che contribuisce a delineare il profilo di una persona capace di distruggere la propria compagna e, solo dopo, volgere la violenza contro sé stesso.
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Description: Valentina Sarto, 42 anni, uccisa a coltellate dal marito a Bergamo. L'uomo ha tentato il suicidio. I vicini avevano sentito litigi in passato. Indaga la mobile.




