Il segreto di Haaland? "Non so cosa sto facendo", ma intanto la Norvegia vola agli ottavi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Norvegia ha staccato il pass per i sedicesimi di finale del Mondiale, e lo ha fatto con un'altra prestazione da urlo di Erling Haaland. La doppietta rifilata al Senegal, nel 3-2 che ha infiammato il MetLife Stadium di East Rutherford, ha portato a quattro le reti del centravanti del City in questo torneo, a una sola lunghezza da Lionel Messi e a pari con Kylian Mbappé. Ma è la sua reazione a valanga, capace di travolgere le difese e i tabellini, a lasciare tutti senza fiato: 16 gol nelle ultime 5 partite, sempre almeno una doppietta.

La risposta che spiazza tutti

Alla fatidica domanda su come faccia a segnare con una tale regolarità, Haaland ha risposto con la consueta, disarmante schiettezza, quasi come se fosse lui stesso il primo a non comprendere appieno il proprio talento. «Non lo so, penso che segnare gol sia la mia specialità», ha dichiarato ai microfoni di Fox Sports al termine del match. «È come molte altre cose: sono semplicemente molto bravo a segnare gol e sono anche abbastanza fortunato. Non so cosa stia facendo, ma è così e basta».

Una dichiarazione che fa sorridere ma che, in fondo, fotografa l'istinto quasi animale di un goleador che non ha bisogno di pensare per colpire.

La "Viking Row" conquista il Mondiale

Se i gol di Haaland sono stati il motore della vittoria, il vero momento virale della serata è arrivato dopo il triplice fischio, quando l'attaccante si è unito a compagni e tifosi per eseguire la "Viking Row", la caratteristica celebrazione che sta conquistando il torneo. L'immagine di Haaland, insieme al capitano Martin Ødegaard e a tutto il gruppo, seduto sul prato a mimare i rematori di una nave vichinga ha fatto il giro del mondo in poche ore. «L'ho vista online, è diventata virale», ha spiegato Haaland.

«Martin me lo ha chiesto prima della partita: "Pensi che dovremmo unirci?"; io ho risposto: "Se vinciamo, facciamolo, perché no?"».

Il gesto, nato spontaneamente tra i tifosi norvegesi, è diventato il simbolo di una squadra che, dopo 28 anni di attesa, vuole lasciare il segno. Il ct Ståle Solbakken, pur divertito, ha già parzialmente frenato gli entusiasmi, definendola una trovata per il Mondiale e non un'abitudine da portare avanti in futuro.

Il tabellino di una partita indimenticabile

La partita, al di là delle coreografie, è stata un'autentica montagna russa di emozioni. Il vantaggio iniziale di Marcus Pedersen aveva aperto la strada alla Norvegia, ma nella ripresa Haaland ha prima raddoppiato su assist di Ødegaard per poi realizzare il gol del 3-1, prima che un veemente Senegal riuscisse a rendere il finale più tes del previsto con la doppietta di Ismaila Sarr. La vittoria, la seconda consecutiva dopo il 4-1 all'Iraq, ha regalato la qualificazione matematica agli ottavi con un turno di anticipo.

Ora, per la Norvegia, c'è lo scontro diretto con la Francia per il primo posto del girone I. Ma, per il momento, Haaland si gode il momento: «Siamo passati. Siamo passati», ha ripetuto come un mantra, quasi a voler assaporare la realtà di un sogno che si sta avverando.

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