Bafta 2025: Conclave e The Brutalist dominano la scena

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La settantottesima edizione dei Bafta, i premi del cinema britannico, ha confermato quanto il panorama cinematografico internazionale sia in costante evoluzione, con sorprese che ridisegnano gli equilibri in vista dei prossimi Oscar. A trionfare sono stati Conclave, il thriller ambientato nel Vaticano diretto dallo svizzero Edward Berger, e The Brutalist di Brady Corbet, entrambi premiati con quattro statuette ciascuno. Un risultato che, se da un lato celebra l’eccellenza delle produzioni, dall’altro lascia intravedere un’incertezza nelle previsioni per il massimo riconoscimento hollywoodiano.

Conclave, che racconta intrighi e compromessi durante l’elezione di un nuovo pontefice, si è aggiudicato i premi per il Miglior film, il Miglior film britannico, la Miglior sceneggiatura originale e il Miglior montaggio. Un successo che conferma la capacità di Berger di coniugare tensione narrativa e profondità tematica, portando sul grande schermo una storia che, pur radicata in un contesto specifico, riesce a parlare a un pubblico globale. The Brutalist, invece, si è distinto per la sua regia audace e la potenza visiva, consolidando la reputazione di Corbet come uno dei registi più innovativi del momento.

Tra le sorprese della serata, spicca il deludente risultato di Emilia Pérez, che, nonostante le 11 candidature iniziali, ha ottenuto solo due riconoscimenti. Un esito che ridimensiona le aspettative per il film, considerato fino a poche settimane fa il favorito per gli Oscar. La competizione, insomma, resta aperta, e i Bafta hanno dimostrato che nulla può essere dato per scontato.

La cerimonia, svoltasi alla Royal Festival Hall di Londra, è stata anche un’occasione per celebrare il talento individuale. Adrien Brody, premiato per la sua interpretazione in The Brutalist, ha confermato il suo status di attore capace di trasformarsi in ogni ruolo, mentre sul red carpet hanno brillato star come Demi Moore, che ha sfoggiato un look senza tempo, e Pamela Anderson, che ha scelto di presentarsi senza trucco, in un gesto di autenticità che non è passato inosservato.

Assenti illustri, invece, i principi di Galles, Kate e William, che hanno preferito una vacanza ai Caraibi con i figli all’atteso appuntamento londinese. Una scelta che, pur comprensibile, ha privato la serata di un tocco di glamour reale.

La cerimonia, durata poco più di tre ore, è stata un esempio di efficienza, lontana dalle maratone spesso associate ai premi cinematografici. Un modello che, come suggerito da alcuni osservatori, potrebbe essere preso ad esempio da altre manifestazioni del settore, a partire dagli Oscar.

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