Napoli campione d’Italia, stavolta ha vinto anche la scaramanzia
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Redazione Sport
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Se due anni fa il trionfo arrivò all’insegna del numero tre – con la cosiddetta "Trinità" a dominare simboli e narrazioni –, questa volta il Napoli ha scritto la storia sotto il segno del quattro. Non solo per lo scudetto, il quarto della sua storia, ma per una rinascita che sembrava impossibile dopo l’annata complicata e deludente che l’aveva preceduta. Antonio Conte, chiamato a ridare identità a una squadra che sembrava averla smarrita, ha impresso la sua grinta e la sua metodicità, trasformando un gruppo spento in una macchina da titolo.
La festa, esplosa dopo la vittoria contro il Cagliari il 23 maggio, ha travalicato i confini di Napoli. Mentre allo stadio Diego Armando Maradona si accendevano fumogeni e iniziavano i cori, migliaia di tifosi invadevano piazzale Fellini sulla Riviera, riempendo l’aria con l’inno "i campioni d’Italia siamo noi". Un’ondata azzurra che ha dimostrato, ancora una volta, come il legame tra la squadra e i suoi sostenitori non conosca distanze.
Tra gli spettatori sugli spalti c’era anche Stefano De Martino, che in un’intervista al Festival della TV di Dogliani ha raccontato un aneddoto rivelatore: "Conte mi ha detto che resta a Napoli… per le vacanze". Una battuta che, al di là dell’ironia, lascia intravedere il clima sereno che si respira in squadra, lontano dalle tensioni degli ultimi anni.




