Oro a 4.600 dollari l’oncia, il rally non si ferma: Tesoro Usa e dollaro debole dietro il nuovo balzo
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Redazione Economia
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Non accenna a fermarsi la corsa dell’oro, che nelle ultime ore ha superato quota 4.600 dollari l’oncia nel mercato spot, toccando i massimi da quasi tre mesi e confermando la propria attrattiva di bene rifugio in un contesto finanziario che continua a premiare gli asset difensivi. Il metallo prezioso, scambiato intorno a 4.581 dollari nella contrattazione spot con un incremento dell'1,4%, ha esteso il rally già avviato all’inizio della settimana, mettendo a segno un guadagno complessivo del 4,6% da lunedì.
Un movimento deciso, che ha trovato slancio in due fattori principali: da un lato l’annuncio del Tesoro statunitense di rafforzare il programma di riacquisto dei titoli di Stato a lunga scadenza, dall’altro il contemporaneo indebolimento del dollaro, che ha reso il metallo giallo più accessibile per gli investitori esteri.
La mossa del Tesoro Usa sui Treasury e l’effetto sui rendimenti
A innescare l’ultimo scatto al rialzo è stata la decisione del Dipartimento del Tesoro americano di raddoppiare le dimensioni delle operazioni di buyback dei Treasury a lunga scadenza, portandole ad almeno 4 miliardi di dollari per ogni singola operazione.
L’effetto immediato di questa scelta, che rientra nelle strategie di gestione del debito pubblico, è stata una brusca flessione dei rendimenti obbligazionari a lungo termine; un movimento che ha indebolito il biglietto verde e, di riflesso, ha creato un terreno particolarmente fertile per l’oro, che viene tradizionalmente acquistato come copertura contro l’inflazione e la svalutazione monetaria. Il dollaro più debole, in particolare, ha spinto gli investitori verso il metallo prezioso, spingendo le quotazioni spot fino a toccare 4.584,95 dollari l'oncia, in rialzo dell'1,46% rispetto alla chiusura precedente di 4.519,10 dollari. Anche i future sull’oro si sono mossi nella stessa direzione, attestandosi a 4.638 dollari con un incremento dell'1,46%, segno di un sentiment costruttivo che non sembra destinato a esaurirsi nell’immediato.
Il terzo rialzo settimanale consecutivo
Con il rally di questi giorni, l’oro si appresta a chiudere la settimana con un rialzo di circa il 4,69%, consolidando il terzo guadagno settimanale consecutivo. Un dato che sottolinea come l’interesse per il metallo giallo sia andato progressivamente intensificandosi, spinto da un mix di fattori macroeconomici e operazioni di politica monetaria che hanno ridisegnato gli equilibri tra le principali asset class.
Il movimento al rialzo è stato accompagnato anche da performance positive per altri metalli preziosi, come l’argento, il platino e il palladio, che hanno seguito la scia dell’oro beneficiando del contesto di debolezza del dollaro e dei timori legati all’inflazione. Non si tratta di un rialzo isolato, ma di un trend che ha radici profonde in un contesto di incertezza sui tassi di interesse e di attenzione alle mosse dell’amministrazione americana in materia di debito e politica fiscale.
L’analisi dei prezzi e le prospettive di breve termine
Osservando i livelli raggiunti, il superamento della soglia psicologica dei 4.600 dollari ha assunto un significato tecnico rilevante per gli operatori, che ora monitorano con attenzione la tenuta di questi livelli in vista delle prossime sedute.
L’accelerazione impressa al programma di riacquisto dei titoli statunitensi rappresenta una variabile chiave; l’aumento dei buyback, finalizzato a stabilizzare il mercato obbligazionario dopo le recenti impennate dei rendimenti, ha di fatto contribuito a ridurre la pressione al rialzo sui tassi, rendendo meno oneroso per gli investitori mantenere posizioni su asset non remunerati come l’oro.
La reazione dei mercati è stata quindi duplice: da un lato un aggiustamento al ribasso del dollaro, dall’altro una rotazione verso i beni rifugio, che ha portato il metallo giallo a testare livelli che non si vedevano da quasi tre mesi. Parallelamente, i future hanno confermato lo slancio, superando i 4.630 dollari e indicando che le aspettative di mercato restano orientate al rialzo, almeno nel breve periodo.
L’intreccio tra le decisioni di politica fiscale, l’andamento del biglietto verde e la domanda fisica di metalli preziosi continua a alimentare una volatilità che però, in questo caso, ha premiato gli investitori che avevano scommesso sulla ripresa del metallo giallo.
La combinazione di questi elementi, unita all’assenza di segnali di inversione dai principali indicatori macroeconomici, suggerisce che il rally potrebbe ancora avere margini di estensione, sebbene i mercati restino in attesa di ulteriori indicazioni sulle prossime mosse della Federal Reserve e sull’evoluzione della curva dei rendimenti.
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