Il Pentagono contro Anthropic: in bilico un contratto da 200 milioni per l’uso militare di Claude

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tensione tra il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e Anthropic, la società di intelligenza artificiale fondata dai fratelli Amodei, ha raggiunto un punto di rottura. Al centro dello scontro, che potrebbe portare alla rescissione di un accordo del valore di 200 milioni di dollari, c’è la richiesta del Pentagono di poter utilizzare il modello Claude per “tutti gli scopi leciti”, incluse operazioni belliche e di intelligence, senza le restrizioni etiche imposte dall’azienda -1-10. La startup, nata con la promessa di anteporre la sicurezza alla velocità commerciale, si rifiuta di rimuovere i divieti sull’impiego della sua tecnologia per la realizzazione di armi autonome o per attività di sorveglianza di massa, un principio cardine della propria filosofia aziendale -1-10.

Il nodo dell’operazione in Venezuela e l’accusa di “AI woke”

Le divergenze, latenti da tempo, si sono drammaticamente intensificate dopo l’operazione militare che la notte tra il 2 e il 3 gennaio ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro -1. Secondo quanto ricostruito da fonti giornalistiche, in quell’azione sarebbe stato impiegato Claude, integrato attraverso la piattaforma della società Palantir, partner abituale del Pentagono, per processare flussi di intelligence e supportare le operazioni -2-10. Un utilizzo che, se confermato, violerebbe le policy di Anthropic che proibiscono l’uso dei propri modelli per “favorire violenza, armi o sorveglianza” -2. A complicare ulteriormente il quadro, si inseriscono le critiche pubbliche giunte dall’amministrazione Trump: David Sacks, responsabile della Casa Bianca per l’AI e le criptovalute, ha apertamente accusato Anthropic di promuovere una “AI woke” per la sua resistenza a determinate applicazioni belliche -5.

La posizione del Pentagono e la minaccia di esclusione

La posizione del Pentagono è netta e senza ambiguità: l’intelligenza artificiale è ormai considerata una capacità strategica al pari di un nuovo sistema d’arma, e i suoi modelli devono poter operare senza “obiettare” agli ordini impartiti -1. Emil Michael, sottosegretario alla Difesa per la ricerca e l’ingegneria, ha ribadito la necessità di utilizzare l’AI per tutti i “casi d’uso legali”, sottolineando come qualsiasi limitazione rappresenti un problema in situazioni di emergenza operativa -5. Di fronte all’intransigenza di Anthropic, che pure detiene lo status di unica azienda autorizzata a operare i suoi modelli su reti classificate, il Pentagono sta valutando misure estreme -3-6. Si parla della possibilità di designare la startup come “rischio per la catena di fornitura”, un’etichetta solitamente riservata a entità di nazioni avversarie come la Cina: una mossa che di fatto obbligherebbe tutti i contractor della Difesa a certificare di non utilizzare i modelli di Anthropic, isolando di fatto la società dal mercato della difesa -6-9.

I numeri del conflitto e il diniego del venture capital pro-Trump

Parallelamente alla disputa contrattuale, emergono dettagli sui recenti tentativi di Anthropic di raccogliere capitali. Nel corso dell’ultimo round di finanziamento da 30 miliardi di dollari, che ha portato la valutazione della società a 380 miliardi, la startup si era rivolta anche a 1789 Capital, una società di venture capital vicina all’amministrazione Trump e di cui è socio Donald Trump Jr -3. Nonostante la disponibilità a investire una cifra a nove zeri, 1789 Capital ha deciso di non procedere, adducendo motivazioni ideologiche legate alle critiche pubbliche dei vertici di Anthropic all’amministrazione e al loro sostegno a una regolamentazione più stringente del settore -3-7. Un segnale chiaro di come la frattura con la nuova amministrazione non sia solo tecnica ma anche profondamente culturale, mentre concorrenti come OpenAI, Google e xAI hanno mostrato una maggiore flessibilità nell’adeguarsi alle richieste del Pentagono, accettando di utilizzare i loro modelli per scopi militari, almeno all’interno di sistemi non classificati -5-1.

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