Attacchi russi su Kiev e Odessa: 14 morti e 57 feriti

Attacchi russi su Kiev e Odessa: 14 morti e 57 feriti
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gli attacchi russi su Kiev e Odessa hanno provocato 14 morti e 57 feriti in Ucraina, secondo il bilancio diffuso dopo le operazioni notturne condotte con droni. Le esplosioni hanno interessato diverse aree, con danni a edifici e infrastrutture, mentre le autorità ucraine hanno denunciato nuovi raid contro obiettivi civili e strutture strategiche.

Il drone russo colpisce Kiev e la sede di Kyivstar

A Kiev un drone russo ha colpito nella notte il distretto di Solomianskyi causando la morte di un uomo all’interno di un edificio non residenziale. Il Servizio statale per le emergenze dell’Ucraina ha comunicato che i soccorritori hanno spento l’incendio provocato dall’impatto e hanno trovato il corpo durante le operazioni. Un altro incendio è stato registrato in una struttura a un piano utilizzata come stazione di servizio dopo un ulteriore attacco con drone.

Nella capitale è stata colpita anche la sede centrale di Kyivstar, il principale operatore di telefonia mobile ucraino. L’azienda ha riferito che nessun dipendente è rimasto ferito, ma l’attacco ha interessato un’infrastruttura considerata essenziale per le comunicazioni del Paese. La società era già stata coinvolta in precedenti episodi: un attacco con droni aveva colpito un ufficio tecnico dello stesso complesso l’11 settembre, mentre il 17 settembre un’altra struttura destinata alle apparecchiature di telecomunicazione aveva subito danni.

La posizione di Zelensky e le dichiarazioni da Mosca

Dopo i nuovi bombardamenti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Vladimir Putin di cercare pretesti per proseguire la guerra. Le sue dichiarazioni sono arrivate mentre le forze ucraine denunciavano gli effetti degli attacchi sulle città e sulle infrastrutture del Paese. La Russia, attraverso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ha invece dichiarato che le relazioni tra Mosca e Washington non hanno ancora raggiunto una condizione definita positiva.

Le tensioni militari si intrecciano con i tentativi diplomatici portati avanti anche attraverso canali religiosi. L’ambasciatore russo presso la Santa Sede Ivan Soltanovsky ha dichiarato ad Avvenire che il cardinale Matteo Zuppi è sempre il benvenuto a Mosca alla vigilia della nuova missione dell’arcivescovo di Bologna in Russia. Il viaggio prevede tre giornate di incontri e colloqui, con conclusione prevista mercoledì.

La missione di Zuppi dopo il viaggio in Ucraina

La visita nella capitale russa arriva dopo il precedente viaggio di luglio in Ucraina, durante il quale il cardinale Zuppi era entrato anche in un campo di detenuti dell’esercito russo. In quell’occasione aveva ricevuto la richiesta di svolgere una verifica analoga in Russia sulle condizioni delle persone catturate dai militari del Cremlino.

La missione diplomatica del cardinale si inserisce in un percorso di contatti avviato con l’obiettivo di mantenere aperti canali di dialogo tra le parti coinvolte nel conflitto. Parallelamente agli incontri politici e religiosi, sul terreno proseguono gli attacchi con droni contro città e infrastrutture ucraine.

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