Garlasco, un testimone smonta l'alibi dello scontrino per Andrea Sempio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, che la Procura di Pavia sta coordinando con meticolosa attenzione, registra una svolta potenzialmente decisiva, la quale, se confermata, minerebbe alle fondamenta una delle prove cardini a discarico di Andrea Sempio. Un uomo, del quale non sono state rese note le generalità, si è presentato spontaneamente ai carabinieri di via Moscova a Milano, offrendo una versione dei fatti che contraddice in modo netto la ricostruzione difensiva sostenuta in tutti questi anni. Costui, ritenuto dagli investigatori una fonte «assai credibile» e fino a oggi mai sentito, ha dichiarato che lo scontrino del parcheggio di Vigevano, datato 13 agosto 2007, non appartiene a Sempio né a alcun componente della sua famiglia, compresa la madre Daniela Ferrari, che di quel documento cartaceo fu la custode prima della consegna agli inquirenti.

La contestata prova a discarico

Quel biglietto, del valore di un euro per un'ora di sosta in piazza Sant'Ambrogio a partire dalle 10.18 del mattino in cui Chiara Poggi fu uccisa a Garlasco, è sempre stato al centro di accesi dibattiti e di fondati sospetti, costituendo per l'indagato il perno di un alibi che lo collocherebbe lontano dal luogo del crimine. La signora Ferrari, la quale lo conservò per oltre un anno, lo consegnò agli investigatori soltanto il 4 ottobre 2008, un lasso di tempo che aveva già insinuato diversi interrogativi sulla sua autenticità e sulla sua effettiva pertinenza alla dinamica dei fatti. La rivelazione del testimone, quindi, non fa che accrescere le ombre su un elemento già ampiamente scrutinato.

La posizione della difesa

Davanti a questo improvviso sviluppo, l'avvocato difensore di Sempio, Liborio Cataliotti, ha mantenuto un profilo di stretta cautela, scegliendo di non alimentare il dibattito pubblico con commenti affrettati. «Non commento un’indiscrezione di stampa», ha dichiarato il legale, aggiungendo, con un tono che riflette la prudenza del suo ruolo, «sottolineando che non sarebbe la prima volta che la reazione all’indiscrezione viene a compromettere la posizione del proprio assistito». La sua strategia, come egli stesso ha chiarito, si basa sull'attesa degli atti ufficiali dell'inchiesta, sui quali, e solo su quelli, intende formulare le proprie valutazioni e le sue successive mosse processuali.

Le implicazioni per l'inchiesta

Questa testimonianza, che i militari dell'Arma stanno ovviamente verificando in ogni suo dettaglio, rappresenta un colpo di scena di notevole portata, poiché, privando Sempio di quel puntello temporale, riaccende i riflettori sulle sue movenze in quella tragica mattina di agosto. La credibilità del nuovo testimone, unita alla circostanza della sua comparsa spontanea, conferisce un peso significativo alle sue parole, spingendo gli inquirenti a riesaminare l'intera trafila dello scontrino, dalla sua emissione fino alla sua produzione in sede giudiziaria. Se ne trae, di conseguenza, un quadro investigativo in forte evoluzione, dove un elemento apparentemente marginale come un ticket da un euro potrebbe rivelarsi, invece, di un'importanza cruciale.

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