Il futuro dell'ex Ilva: tra altiforni, forni elettrici e questioni finanziarie
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Redazione Interno
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Le lavoratrici e i lavoratori dell'ex Ilva, insieme alle organizzazioni sindacali, hanno lottato unitamente per un cambio di gestione dell'azienda che potesse determinare la ripartenza della produzione di acciaio e il ritorno al lavoro di tutti in sicurezza.
Il punto di vista dei sindacati
Le condizioni dei lavoratori all'interno degli impianti sono state esposte al Governo e ai commissari straordinari. Tuttavia, i sindacati non sono più disponibili a discutere di piani di lungo periodo. Per loro, vale l'accordo del 2018 e per realizzarlo servono risorse adeguate. Rocco Palombella, segretario nazionale della Uilm, ha espresso la sua delusione dopo l'incontro con il governo in merito all'ex Ilva. Le linee guida presentate dai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia non sono state condivise né sul metodo né sul merito.
Il piano industriale e le prospettive future
Il piano per il futuro prossimo dell’ex Ilva prevede il ripristino degli altiforni 1 e 2, la manutenzione dell’altoforno 4, la costruzione, nel primo semestre del prossimo anno, di due nuovi forni elettrici che entreranno in attività nel secondo semestre 2027 e sostituiranno gli altiforni 1 e 2. Questo dovrebbe portare a una produzione di 6 milioni di tonnellate tra fine 2025 e 2026.
Le questioni finanziarie
Prima di realizzare questi step, che fanno parte del nuovo piano industriale presentato nel vertice di ieri a Palazzo Chigi, c’è un nodo urgente da sciogliere: i soldi. La questione finanziaria rimane quindi centrale per il futuro dell'ex Ilva.
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