Delitto a Milano, l’interprete dei vip ucciso con un colpo alla testa nel suo appartamento in zona NoLo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Milano. Il silenzio inspiegabile di una linea telefonica non risposta, che per l’ex compagno rappresentava una consuetudine quotidiana, ha innescato la macchina dei soccorsi, portando alla scoperta di un cadavere in un appartamento del quarto piano di via Oxilia. La vittima è Roberto Pietro Guerrino, interprete sessantunenne di fama internazionale, trovato riverso in un lago di sangue.

La sua carriera, costellata da collaborazioni con capi di Stato e personalità globali, contrasta drammaticamente con la scena del crimine: un corpo seminudo, indosso alcuni indumenti intimi femminili, e il volto deturpato da vistose ferite alla testa, inferte presumibilmente con un oggetto contundente. L’ipotesi più accreditata, sulla quale stanno lavorando i carabinieri del Nucleo investigativo di via Moscova coordinati dal pm Carlo Scalas, è quella di un omicidio avvenuto al culmine di un incontro, forse concordato attraverso le note app di dating che l’uomo utilizzava.

La dinamica del ritrovamento e la porta chiusa con le mandate

Le indagini sono partite sabato pomeriggio quando una parente, preoccupata per l’assenza di notizie dello zio dopo la telefonata delle 21 di venerdì, ha chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Non è stato necessario forzare l’accesso: una vicina di casa, custode delle chiavi per le emergenze, le ha fornite ai soccorritori, che hanno però trovato la porta blindata chiusa con le mandate dall’interno.

Un dettaglio, quest’ultimo, che gli inquirenti stanno valutando con attenzione: se l’assassino fosse uscito dall’appartamento, avrebbe dovuto chiudersi alle spalle o usare un passaggio secondario, mentre la porta risultava bloccata. All’interno, l’abitazione era in ordine apparente, e le prime sommarie ispezioni non hanno evidenziato segni di effrazione o lo scompiglio tipico di una rapina, circostanza che sembra scongiurare la pista della aggressione a fini di furto.

La scena del crimine e l’abbigliamento della vittima

Il corpo di Guerrino giaceva supino nel corridoio o nel salotto - le ricostruzioni iniziali divergono su questo specifico punto - parzialmente svestito. Il dettaglio più disturbante, e al tempo stesso il più rilevante per la direzione delle indagini, riguarda l’abbigliamento: indossava una guêpière, calze a rete e scarpe col tacco. Elementi che suggeriscono un contesto di natura intima, trasformando il lussuoso salotto di casa in una possibile “camera della morte”.

Gli investigatori stanno cercando l’arma del delitto, che sarebbe un oggetto pesante prelevato all’istante dalla stessa abitazione, probabilmente un soprammobile, non ancora rintracciato dai rilievi della Scientifica. Si presume che l’omicida, dopo aver colpito ripetutamente la vittima al volto e alla testa, abbia abbandonato l’arma sul luogo del delitto o l’abbia portata con sé, pulita da eventuali impronte.

Il profilo della vittima e le piste investigative

Roberto Pietro Guerrino, genovese di nascita, avrebbe compiuto 61 anni il mese prossimo. La sua scomparsa violenta ha scosso non solo il quartiere NoLo, dove viveva da circa tre anni, ma anche l’ambiente della traduzione simultanea, nel quale era considerato un’eccellenza.

Laureato con lode alla Iulm, specializzato alla New YorkYork University, vantava un curriculum impressionante: ha tradotto per re Carlo III quando era ancora principe, per Bill Clinton, per i presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, nonché per gli ex premier Mario Draghi e Mario Monti. Gli uomini dell’Arma stanno ora scandagliando i tabulati telefonici e le chat delle applicazioni di incontri per risalire all’identitá dell’ultimo frequentatore della vittima.

L’ex compagno, residente a Genova e ancora legato a Guerrino da un profondo rapporto di amicizia nonostante la separazione risalente a quindici anni fa, ha fornito un alibi solido, avendo parlato con la vittima venerdì sera, prima che il cellulare dell’interprete cadesse nel silenzio. Resta ora cruciale l’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per intercettare movimenti sospetti nei pressi di via Oxilia.

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