Puglia nella morsa dell'influenza, i medici: "Crisi dei pronto soccorso era prevedibile"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
La Puglia si conferma, secondo i dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità, come una delle regioni italiane maggiormente colpite dall'ondata di influenza stagionale, contribuendo per oltre un quinto dei casi nazionali. Un'incidenza che, sebbene attesa nel periodo invernale, ha trovato un sistema sanitario territoriale già in forte affanno, trasformando la fisiologica pressione stagionale in un vero e proprio collasso per molti reparti di emergenza. La conferma giunge dalle parole di chi, come Ignazio Aprile, segretario provinciale della Fimmg a Taranto, osserva quotidianamente la situazione sul campo, denunciando un caos che definisce più che prevedibile.
L'allarme inascoltato di dicembre
La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale della Puglia, infatti, non usa mezzi termini, definendo l'attuale situazione un "disastro annunciato" e rimarcando di avere lanciato un preciso allarme già a metà del mese di dicembre. L'oggetto di quella segnalazione, rimasta evidentemente in gran parte inascoltata, era la grave e cronica carenza di medici disponibili per coprire i turni essenziali dei servizi di Continuità Assistenziale, che ha ereditato le funzioni della soppressa guardia medica, e del servizio di emergenza-urgenza 118. Una mancanza di organico, quella denunciata, che si acuisce inevitabilmente durante i ponti festivi, quando molti professionisti legittimamente fruiscono di una pausa, lasciando scoperte numerose sedi.
L'effetto domino sui pronto soccorso
La concomitanza tra queste sedi sguarnite e l'impennata dei contagi influenzali ha innescato un pericoloso effetto domino, le cui conseguenze principali si sono scaricate interamente sui dipartimenti di emergenza ospedalieri e sulle centrali operative del 118, già operative in condizioni di criticità. I cittadini, non trovando risposta adeguata o tempestiva nei presidi territoriali, si sono riversati in massa nei pronto soccorso, sovraccaricandoli oltre ogni capacità di risposta e mettendo a dura prova la tenuta dell'intero sistema. Il tilt di questi reparti, quindi, non è da ascrivere alla sola virulenza del virus stagionale, bensì a una fragilità strutturale dell'assistenza di prossimità, la quale, privata delle necessarie risorse umane, non è stata in grado di svolgere il proprio ruolo di filtro e di primo intervento.
La necessità di un ripensamento strutturale
La Fimmg regionale, nel sottolineare ancora una volta queste dinamiche, punta il dito sulla necessità di un ripensamento organico e serio della rete dell'assistenza territoriale da parte della Regione Puglia. La gestione delle emergenze, siano esse epidemiche o meno, non può infatti basarsi sulla sola resilienza del personale sanitario, spesso costretto a operare in condizioni proibitive, ma deve fondarsi su una programmazione che preveda e organizzi le coperture necessarie, soprattutto nei periodi di prevedibile maggiore criticità. Senza un potenziamento strutturale e una valorizzazione del ruolo della medicina generale e dei servizi di continuità assistenziale, episodi di congestione come quello attuale rischiano di ripetersi ciclicamente, minando la fiducia dei cittadini e l'efficacia complessiva del servizio sanitario.




