Garlasco, il Dna sui pedali e le controanalisi mai finite nel fascicolo Stasi
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Redazione Interno
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A poche ore dalla chiusura dell'indagine su Andrea Sempio, accusato di omicidio volontario pluriaggravato, torna al centro della scena il Dna rilevato nel 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi dal Ris di Parma e attribuito a Chiara Poggi. La procura di Pavia ha precisato che su quel campione fu effettuata una controanalisi successiva che diede esito totalmente negativo, e di cui non c'è traccia in alcun atto del procedimento celebrato a carico dell'allora fidanzato della vittima.
Il dato emerge dal comunicato firmato dal procuratore Fabio Napoleone, che accompagna il secondo avviso di conclusione delle indagini notificato alla difesa del commesso 38enne.
Le due corse elettroforetiche del 20 settembre
Secondo quanto ricostruito dai consulenti della difesa di Stasi, i genetisti Ugo Ricci e Pasquale Linarello, nei dati grezzi consegnati dal Ris di Parma alla procura di Pavia il 6 novembre 2025 comparirebbero due corse elettroforetiche datate 20 settembre 2007 relative al campione prelevato dai pedali della bicicletta Umberto Dei, entrambe con esito negativo. Il giorno precedente, dallo stesso estratto, era stato ricavato un profilo genetico attribuito alla vittima.
Quei due tracciati, secondo i consulenti, sarebbero stati idonei a scagionare Stasi già allora, ma non risultano presenti nel fascicolo della procura di Vigevano. La stessa conclusione è stata raggiunta dagli esperti incaricati dai pm pavesi, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, che hanno confermato l'esistenza delle controanalisi e hanno parlato della opportunità, all'epoca, di un approfondimento che dalle indagini recenti non risulta essere stato effettuato.
Il quantitativo anomalo e l'ipotesi dello scambio di provette
La genesi dell'accertamento scientifico che nel settembre 2007 portò al fermo di Stasi presenta più di un punto oscuro. Dal primo esame sui pedali non era emersa alcuna traccia del Dna della vittima; solo dopo la purificazione del campione le analisi avevano evidenziato un quantitativo di 2,78 nanogrammi per microlitro, ritenuto anomalo perché troppo alto dopo l'esito negativo del primo test.
Quel valore, osserva la procura, è identico alla quantità di Dna prelevato dal cucchiaino con cui Chiara aveva fatto colazione prima del massacro, una coincidenza che spinge a ipotizzare uno scambio di provetta. Il fermo di Stasi, firmato dalla pm Rosa Muscio il 24 settembre 2007, si basava proprio sulla presenza di quel presunto sangue sui pedali certificata dal Ris, relazione sulla quale il gip non concesse però la convalida dell'arresto.
La posizione di Garofano e il contraddittorio sulle analisi
L'ex comandante del Ris di Parma, il generale Luciano Garofano, respinge con forza l'ipotesi di un depistaggio. «Il profilo di Chiara su quei pedali c'era e nessuno lo può cancellare», ha dichiarato, sottolineando che tutte le analisi furono eseguite in contraddittorio con i consulenti della difesa Poggi e quelli di Stasi. «Il Ris non ha omesso, non ha nascosto, non ha depistato».
Garofano, ascoltato nei giorni scorsi come persona informata sui fatti, ha precisato che i risultati negativi di altre analisi non cancellano quelli positivi, e che sarà tema di discussione stabilire da quale campione provenga quella negatività. «Sono stati gli indizi a portarci verso Alberto Stasi e noi e la dottoressa Muscio non avevamo alcun interesse a incastrare Stasi», ha aggiunto nel corso della registrazione di una puntata televisiva in onda questa sera su Rai 1.
Il percorso della revisione e i tempi della procura generale
La strada che porterà a un'eventuale revisione del processo per Stasi «è lunga e tortuosa». Lo ha affermato la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, precisando che gli atti della nuova inchiesta non sono ancora arrivati e che lo studio delle carte non sarà né veloce né facile. La procura di Pavia ha fatto sapere di non aver presentato alcuna istanza formale di revisione, ma di tenere informata la procura generale su ogni aspetto di possibile interesse.
Nel frattempo, per Andrea Sempio si profila la richiesta di rinvio a giudizio: i suoi legali hanno venti giorni dalla notifica per esaminare gli atti, presentare memorie o chiedere l'interrogatorio dell'assistito.
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