Voto ai fuorisede, l'emendamento Roscani accende il dibattito alla Camera
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Redazione Interno
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L'emendamento per il voto dei fuorisede, depositato nei giorni scorsi alla Camera dai deputati della maggioranza, è stato ufficialmente presentato con il nome di "Residenza-bis". La proposta, che mira a regolamentare in via definitiva la possibilità per gli studenti, i lavoratori e le persone in cura di esprimere il proprio voto nel comune di domicilio temporaneo, arriva dopo un lungo iter interlocutorio e alcune sperimentazioni parziali che avevano sollevato non poche polemiche.
A illustrare il contenuto del testo è stato il deputato di Fratelli d'Italia Fabio Roscani, presidente di Gioventù Nazionale, che ha lavorato alla misura insieme ai colleghi Luca Toccalini (Lega), Simone Leoni (Forza Italia) e Maria Chiara Fazio (Noi Moderati).
Le sperimentazioni e il precedente stop tecnico
L'idea del voto fuori sede, in realtà, non è nuova ed era già stata testata in occasione delle scorse elezioni Europee, sebbene con limitazioni significative che riguardavano esclusivamente la categoria degli studenti. Un ulteriore banco di prova era stato rappresentato dal Referendum su cittadinanza e lavoro, mentre un successivo tentativo di estendere la misura al Referendum sulla giustizia era stato accantonato per i cosiddetti "problemi tecnici dovuti ai tempi", una motivazione ufficiale che aveva lasciato spazio a più di un interrogativo.
In quell'occasione, lo stop fu giustificato con la difficoltà logistica di organizzare le operazioni di voto in tempi stretti, ma le critiche dell'opposizione si fecero sentire, alimentando il dibattito sull'effettiva volontà politica di rendere operativo il diritto per i cittadini temporaneamente lontani dalla propria residenza anagrafica.
La presentazione dell'emendamento e le dichiarazioni di Donzelli
Il testo di "Residenza-bis", depositato alla Camera dove dal 14 luglio riprenderà l'esame della legge elettorale, rappresenta il tentativo di colmare un vuoto normativo che, di fatto, esclude una fetta consistente della popolazione dal voto in occasione delle consultazioni politiche. Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, ha commentato il deposito dell'emendamento a margine del seminario ECR-FdI "La forza dei territori - Coesione e competitività: la sfida italiana per l'Europa", in corso a Roma.
Il parlamentare di Fratelli d'Italia si è detto fiducioso, auspicando che tutte le forze di opposizione possano firmare l'emendamento per consentire un approvazione con il consenso dell'intera Aula. Donzelli ha inoltre rivolto un plauso al lavoro di Fabio Roscani, sottolineando come il tema del voto fuori sede, spesso oggetto di dibattito e strumentalizzazioni politiche, sia finalmente giunto a una fase operativa concreta. "Sarà il Parlamento a scegliere", ha dichiarato Donzelli, "però finora tante volte sul tema c'è stata tanta demagogia".
Le reazioni politiche e il confronto con l'opposizione
Il passaggio in Aula si preannuncia articolato, con la maggioranza che rivendica il merito della proposta e punta il dito contro le precedenti gestioni del tema. Secondo la ricostruzione offerta da Donzelli, il Partito Democratico avrebbe avuto modo in passato di intervenire sulla materia, senza però tradurre le proprie rivendicazioni in atti concreti. Il riferimento implicito è alla precedente legislatura, durante la quale le sollecitazioni sul voto dei fuorisede erano rimaste lettera morta.
L'emendamento presentato dai giovani di destra, come ha ricordato lo stesso Roscani, si inserisce dunque in un percorso di "concretizzazione" che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe superare le sterili contrapposizioni ideologiche. L'esame della legge elettorale riprenderà il 14 luglio, data in cui il provvedimento tornerà al centro dell'agenda politica della Camera. Le opposizioni, pur riconoscendo la bontà dell'obiettivo, hanno già annunciato un vaglio attento delle coperture e delle modalità tecniche previste dal testo.




