Gaza, due bambini uccisi in nuovi attacchi israeliani: il bilancio dei morti supera quota 1.500
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Redazione Esteri
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Due bambini, un maschio e una femmina di sette anni, sono stati uccisi domenica 18 ottobre nella Striscia di Gaza durante operazioni militari israeliane. Secondo fonti mediche palestinesi, il bambino è morto dopo essere stato colpito da colpi d'arma da fuoco delle forze israeliane a Beit Lahia, nel nord della Striscia, mentre la bambina, Misk Hazem al-Dalu, è rimasta uccisa quando i soldati hanno aperto il fuoco tra le tende del campo profughi di al-Maghazi, nella parte centrale dell'enclave.
La dinamica dei due episodi è stata ricostruita dalle fonti sanitarie locali e rilanciata dall'agenzia Wafa.
Le vittime del 18 ottobre e il superamento della soglia
Nella giornata di domenica il bilancio complessivo degli attacchi ha incluso almeno altre tre vittime: un agente di polizia e un uomo rimasto ferito nei giorni precedenti a Beit Lahia, oltre a una donna colpita a Khan Younis. Le autorità sanitarie di Gaza hanno riferito che nelle ultime ventiquattro ore gli ospedali hanno ricevuto sette corpi e venticinque feriti, portando a 1.517 il numero dei palestinesi uccisi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, nell'ottobre del 2025, con 5.400 feriti. Il totale delle vittime dall'inizio della guerra, il 7 ottobre 2023, è salito a 74.475, mentre i feriti sono 175.517.
Il quadro sanitario e le strutture colpite
A Gaza City, un missile lanciato da un drone ha colpito un gruppo di persone dietro la scuola Fahd, nel quartiere di Tuffah, uccidendo Majed Ahmed al Sabagh. La fonte dell'ospedale Shifa ha precisato che altre persone sono rimaste ferite nello stesso attacco. Nella zona meridionale, l'ospedale Nasser di Khan Younis ha ricevuto il corpo di una donna palestinese uccisa dal fuoco dell'esercito israeliano fuori dalle aree sotto controllo israeliano, mentre l'ospedale Al-Aqsa di Deir al-Balah ha confermato la morte della bambina nel campo di al-Maghazi.
Un anno di cessate il fuoco e i dati sui minori
A più di un anno dall'accordo che avrebbe dovuto sospendere le ostilità, il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia ha documentato oltre 340 minori uccisi nella Striscia dal 10 ottobre 2025, con centinaia di altri rimasti feriti. I dati diffusi dall'agenzia ONU indicano che circa 800.000 bambini risultano ancora sfollati e che molti di loro vivono in tende o in edifici danneggiati, senza riparo adeguato con l'avvicinarsi della stagione invernale.
La stessa agenzia ha segnalato nelle settimane precedenti la morte di altri minori in raid e sparatorie lungo la cosiddetta linea gialla, l'area di separazione tra le zone controllate dall'esercito israeliano e il resto dell'enclave.
Gli sfollati e le condizioni di vita
La maggior parte delle famiglie sfollate è concentrata in circa un terzo del territorio, tra macerie e cumuli di rifiuti solidi. Le strutture sanitarie rimaste in funzione operano con carenze di medicinali e attrezzature, mentre la rete fognaria, gravemente danneggiata, continua a rappresentare un rischio per la salute dei residenti. Le autorità locali hanno segnalato che diverse vittime restano sotto le macerie e che le squadre di soccorso non sono ancora riuscite a raggiungerle in alcune aree.
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