Lavoro, il corriere Pasquale Andriotta muore a 42 anni durante una consegna: oggi gli scadeva il contratto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una mattinata di lavoro come tante, un furgone fermo nel centro di Piacenza per scaricare alcuni pacchi, poi il malore improvviso che non gli ha lasciato scampo. Pasquale Andriotta, 42 anni, corriere impiegato in appalto per Brt, si è accasciato mentre stava lavorando in vicolo del Guazzo. A nulla sono serviti i soccorsi: l'uomo, padre di tre figli, è morto poco dopo, stroncato probabilmente da un malore che ha trasformato l'ultimo giorno del suo contratto a termine in una tragedia.

Secondo quanto riferito dai colleghi ai sindacati, Andriotta temeva che il suo contratto non gli venisse rinnovato e proprio oggi, lunedì 31 agosto, i lavoratori dell'appalto Brt di Piacenza-Caorso erano in sciopero dopo lo stato di agitazione proclamato venerdì, per protestare contro carichi di lavoro crescenti, carenza di personale e turni sempre più pesanti.

La giornata dello sciopero e il contesto delle proteste

La morte di Pasquale Andriotta è avvenuta in una giornata già segnata dalla mobilitazione dei lavoratori dell'appalto gestito da Afs Service. La Filt-Cgil, il sindacato di categoria che ha reso noto l'accaduto, ha evidenziato la drammatica coincidenza: il corriere è morto mentre i suoi colleghi scioperavano proprio per denunciare le condizioni di lavoro diventate insostenibili.

Alla base della protesta, spiega il sindacato, ci sono carichi di lavoro crescenti, carenza di personale, turni sempre più pesanti e un'organizzazione considerata ormai insostenibile. Una situazione che aveva portato alla proclamazione dello stato di agitazione già venerdì scorso e che oggi ha visto i lavoratori incrociare le braccia.

In questo contesto, la Filt-Cgil ha sollevato domande precise sull'organizzazione del lavoro nella giornata di oggi: quanti lavoratori erano in servizio, quante consegne erano state assegnate, se l'assenza dei lavoratori in sciopero abbia comportato un aumento dei carichi per chi ha lavorato, e quali misure fossero state adottate considerando le alte temperature.

La precarietà come condizione che incide sulla libertà di scelta

Il dramma di Pasquale Andriotta si inserisce in un quadro più ampio che il sindacato non ha esitato a definire come un modello organizzativo da mettere in discussione. "La precarietà non è soltanto una condizione contrattuale, ma può incidere concretamente sulla libertà di un lavoratore di fermarsi, scioperare, sottrarsi a condizioni che considera troppo gravose", si legge nella nota della Filt-Cgil.

A questo si aggiungono le alte temperature di queste ore, un ulteriore fattore di rischio che rende ancora più necessario accertare con precisione quali fossero le condizioni nelle quali si stava lavorando. Karim Mansar della Filt di Piacenza ha sottolineato come le domande sollevate dal sindacato non anticipino conclusioni né strumentalizzino una morte, ma come sarebbe altrettanto sbagliato separare questa tragedia dal contesto nel quale è avvenuta.

"Stando alle informazioni attualmente in nostro possesso, Pasquale aveva un contratto che scadeva oggi. Ci viene riferito che aveva paura di perdere il lavoro. Quanto è libero di scioperare un lavoratore che sa che il suo contratto finisce alla fine della giornata? È una domanda che riguarda non soltanto questa tragedia, ma un intero modello di organizzazione del lavoro", ha dichiarato Mansar.

Una giornata nera per la sicurezza sul lavoro

La morte di Pasquale Andriotta non è stato l'unico caso di cronaca nera sul lavoro di oggi. In una sola mattinata, si sono registrati tre morti e due feriti gravi in diversi incidenti sul lavoro in Italia. A Cento, nel Ferrarese, un uomo di 41 anni è morto mentre raccoglieva manichette per l'irrigazione, rimasto impigliato nel macchinario che stava utilizzando e sbattendo la testa.

A Origgio, in provincia di Varese, un muratore di 55 anni è deceduto a causa del cedimento di una soletta in cemento che lo ha travolto e schiacciato in un cantiere edile. A Milano e Torino, invece, due operai sono stati ricoverati in codice rosso in condizioni critiche. Secondo quanto denunciato dal magistrato Bruno Giordano, ex direttore dell'ispettorato nazionale del lavoro, ad agosto le morti sul lavoro sarebbero oltre cento.

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