I russi colpiscono Sumy: nove morti dopo i colloqui di Istanbul

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nelle prime ore di sabato, mentre il cielo cominciava a schiarirsi, un drone russo di fabbricazione iraniana ha centrato in pieno un minibus che trasportava civili in fuga dal villaggio di Bilopillia, nell’oblast’ di Sumy, a pochi chilometri dal confine con la Russia. Il bilancio è di nove vittime e sette feriti, alcuni in condizioni gravi.

Quello che doveva essere un viaggio verso la salvezza – verso Kiev, verso altre regioni più sicure – si è trasformato in un’ennesima strage. «I russi non potevano non sapere che tipo di veicolo stavano prendendo di mira», ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definendo l’attacco «un omicidio deliberato». Bilopillia, come altri insediamenti lungo la frontiera, è da mesi nel mirino delle forze di Mosca, che colpiscono infrastrutture e mezzi civili con una frequenza sempre più indiscriminata.

L’offensiva arriva poche ore dopo la fine dei colloqui tra Russia e Ucraina a Istanbul, dove, nonostante un accordo per uno scambio di prigionieri, non si è registrato alcun progresso sul cessate il fuoco. Intanto, a margine del vertice della Comunità Politica Europea a Tirana, si è tenuto un incontro informale tra i leader di Francia, Germania, Regno Unito, Polonia e Ucraina, senza la partecipazione del governo italiano.

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