Gattuso, un biennale sul tavolo ma la distanza economica congela la trattativa con il Torino
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Redazione Sport
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Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del 2026, un’eliminazione arrivata ai rigori contro la Bosnia & Herzegovina che ha segnato la fine della sua breve esperienza sulla panchina della Nazionale, Gennaro Gattuso era rimasto in attesa di una chiamata che gli restituisse la possibilità di tornare a sedersi su quella che, forse, è la sua vera dimensione: la panchina di una squadra di club. Quella chiamata, a quanto pare, potrebbe essere arrivata dal Torino, club granata che sta valutando con attenzione il futuro del proprio reparto tecnico dopo l’ennesima stagione interlocutoria in Serie A. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte da alfredopedulla.com, i contatti tra le parti sarebbero già piuttosto avanzati, tanto da aver portato la società di Urbano Cairo a formalizzare una proposta concreta, sulla carta molto allettante per il tecnico calabrese, almeno sulla carta.
Il nodo, però, come spesso accade in queste delicate fasi di mercato, è di natura esclusivamente economica e rischia di far naufragare l’operazione prima ancora che prenda realmente il largo. La proposta messa nero su bianco dal Torino prevede un contratto biennale – o in alternativa un biennale con opzione per il terzo anno – cifra e durata che attualmente non soddisfano del tutto le aspettative di "Ringhio". L’ex allenatore del Napoli, reduce da un’esperienza in azzurro conclusa con l’amaro retrogusto della sconfitta nei playoff, aspetta quindi un segnale diverso, o quantomeno una revisione dell’offerta economica attualmente sul piatto, per sciogliere definitivamente la riserva e dire sì al progetto granata.
L’incerta posizione di D’Aversa e i segnali di un ribaltone estivo
Sullo sfondo di questo pressing nei confronti di Gattuso, c’è ovviamente la posizione dell’attuale tecnico Roberto D’Aversa, il quale aveva rilevato la squadra a campionato in corso subentrando a Baroni. Il suo contratto scade con il termine della stagione e, stando a quanto emerge da diverse ricostruzioni – tra cui quelle proposte da TuttoSport –, il presidente Cairo non avrebbe inserito alcuna clausola di rinnovo automatico nel suo accordo. Una scelta, quest’ultima, che lascia presagire una volontà di cambiamento piuttosto marcata da parte della dirigenza, suggestionata anche dalle recenti prestazioni della squadra. Le pessime prestazioni in trasferta contro Cremona e Udine, unite all’incredibile rimonta subita in casa contro l’Inter (favorita, si legge, dai "sonni nerazzurri" dopo un’ora di gioco), non hanno certo aumentato le già risicate possibilità per D’Aversa di rimanere alla guida del Toro nella prossima stagione.
Mentre si attendono sviluppi sulle volontà del club, l’ex viola Diego Fuser ha recentemente speso parole di giudizio sulla situazione tecnica dei granata, concentrandosi in particolare sulla parabola che ha riguardato Paolo Vanoli. "Quando entri in corsa non è mai facile – ha detto Fuser a TMW Radio dimostrando una certa perplessità –, soprattutto capire perché certi giocatori non rendono. Poi fai un buon lavoro, ti salvi e non vieni riconfermato… non lo capirò mai questa cosa. Ha iniziato un lavoro e te lo ritrovi per il prossimo anno". Un’analisi, quella dell’ex calciatore, che evidenzia la difficoltà oggettiva di costruire progetti a medio termine nel panorama calcistico attuale, laddove l’immediatezza del risultato spesso prevale sulla programmazione. A proposito di un altro nome circolato in orbita granata, quello di Fabio Grosso, Fuser si è detto invece convinto che "abbia fatto cose buone", aggiungendo che si tratta di un giovane che "ha voglia di dimostrare e di fare", dimostrandosi quindi una scelta comunque valida per una piazza esigente come quella torinese.
Gattuso, l’eredità di un flop pesante e la voglia di riscatto
Per comprendere appieno la portata di questo possibile ritorno in Serie A, è necessario inquadrare il momento delicato che sta attraversando la carriera di Gennaro Gattuso. Il suo addio alla panchina della Nazionale è avvenuto ufficialmente nei primi giorni di aprile, con una risoluzione consensuale del contratto che lo legava alla FIGC. Un’uscita di scena a tratti inevitabile, arrivata dopo il fallimento della campagna di qualificazione al prossimo Mondiale, un obiettivo che il commissario tecnico si era prefissato con grande determinazione ma che è sfumato tragicamente nella finale dei playoff contro i bosniaci. L’esonero o, per meglio dire, le dimissioni dell’ex centrocampista, sono arrivate a cascata dopo i passi indietro del presidente federale Gravina e di Gigi Buffon, segnando la chiusura di una parentesi durata meno di un anno – era stato ingaggiato nel giugno del 2025 – e costellata da più luci che ombre, almeno fino all’ostacolo fatale.
Nonostante la batosta subita con la maglia azzurra, il "48enne" (classe 1978) resta un profilo estremamente caldo nel panorama degli allenatori italiani, capace di attrarre l’interesse di società che, come il Torino, cercano una scossa di carattere e personalità. La sua grinta, quella che gli valse il soprannome di "Ringhio" durante la carriera da calciatore, è la stessa che Cairo e il ds Petrachi vorrebbero trasferire a un ambiente che appare spesso rassegnato o apatico, alla ricerca di un’identità forte che manca ormai da diverse stagioni. Tuttavia, il corteggiamento da parte del club granata non è una novità assoluta: lo stesso Gattuso era già stato accostato alla panchina del Torino in passato, in diverse occasioni, a testimonianza di una stima che non si è mai sopita nonostante le varie traversie professionali dell’allenatore.
I dettagli dell’offerta e le tempistiche per la fumata bianca
Tornando al dunque, l’impasse è rappresentato dalle cifre. La proposta di un biennale, o di un biennale con opzione, rappresenta un’apertura chiara da parte della dirigenza granata, che non vuole limitarsi a un semplice contratto annuale "tappabuchi", ma desidera legare a sé un progetto tecnico con una visione più ampia. Nei dialoghi che si sono susseguiti negli ultimi giorni – contatti definiti approfonditi da fonti vicine alla trattativa –, il presidente Cairo ha avuto modo di ribadire la propria stima verso Gattuso, ma al momento non c’è stata ancora quella convergenza sulle cifre dell’ingaggio che possa trasformare l’interesse in un fatto compiuto.
Per sbloccare l’intesa, e portare quindi Gattuso a ereditare una panchina che fu di grandi condottieri del passato, servirà che una delle due parti faccia un passo indietro o, al contrario, che le garanzie offerte vengano ritoccate al rialzo. Nel frattempo, la situazione resta in evoluzione, con la società che non ha ancora ufficialmente comunicato l’esonero a D’Aversa, ma con i segnali di mercato che appaiono sempre più chiari: il nome di Gattuso è in cima alla lista della spesa, e la dirigenza sta cercando di limare quella distanza che, al momento, si frappone tra il sogno e la firma sul contratto. Se si riuscirà a trovare una quadra economica, quello che potrebbe partire come un colpo di scena estivo si trasformerebbe ben presto nella nuova realtà del Torino.




