Decreto sicurezza passa al Senato tra le polemiche, opposizioni in rivolta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre i banchi della maggioranza risuonavano di esultanze – «Siamo noi gli alfieri della sicurezza», hanno gridato alcuni esponenti –, quelli dell’opposizione si trasformavano in una selva di cartelli. «Decreto paura», «Né liberi né sicuri», si leggeva sugli striscioni alzati da Pd, Avs e M5S, che hanno contestato l’approvazione del provvedimento alla Camera con 163 voti favorevoli e 91 contrari. Un passaggio lampo, quello di ieri, che ora sposta la battaglia al Senato, dove il testo dovrà essere esaminato entro il 10 giugno per rispettare i tempi previsti dal governo.

Il pacchetto normativo, ribattezzato «decreto sicurezza», introduce misure contro le occupazioni abusive, i furti con destrezza e i danni durante le manifestazioni, ma è già al centro di aspre critiche. Elly Schlein, leader del Pd, lo ha paragonato senza mezzi termini al «codice fascista», mentre Augusta Montaruli, esponente di Fratelli d’Italia, ha sottolineato la necessità di contrastare chi, nelle piazze, «minaccia l’ordine pubblico». Un riferimento alle proteste degli ultimi mesi, durante le quali sono stati segnalati episodi di violenza, sebbene senza dettagli espliciti.

Intanto, il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare il Testo unico sui tributi indiretti, mentre in Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le leggi di conversione su cittadinanza, immigrazione irregolare e partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese. Parallelamente, il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge sui reati contro gli animali, un provvedimento che, a differenza del decreto sicurezza, ha trovato un ampio consenso trasversale.

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