L’ultimo saluto a Evaristo Beccalossi, il “folletto” che incantò l’Inter: folla e assenze pesanti ai funerali bresciani

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Oggi pomeriggio, alle 13.45 precise, la chiesa della Conversione di San Paolo, a Brescia, ha aperto le porte per accogliere centinaia di persone giunte a rendere omaggio a Evaristo Beccalossi, l’ex bandiera dell’Inter scomparso nella notte tra martedì e mercoledì scorsi presso la clinica Poliambulanza della città lombarda. Un flusso continuo di semplici appassionati, ex compagni di squadra e figure di spicco del calcio italiano si è riversato nel quartiere di San Polo, quello dove Beccalossi – da ragazzo – si allenava contro un muretto per trasformare il suo destro naturale in un sinistro da fenomeno, ispirandosi al suo mito Omar Sivori. La camera ardente, allestita all’interno della stessa struttura sanitaria, è rimasta aperta fino a ieri sera, consentendo a molti di avvicinarsi per l’ultima volta al “Becca”, come veniva chiamato affettuosamente.

Danila e Nagaja, i due pilastri silenziosi di una vita spesa tra dribbling e dolore

Sempre al suo fianco, la moglie Danila – compagna di una vita sin dal lontano 1974, anno in cui si conobbero a Brescia – e la figlia Nagaja, alla quale Beccalossi aveva trasmesso la medesima passione per il pallone che lo rese celebre. Sono state loro, nei fatti, le due colonne portanti dell’esistenza del fantasista: presenti tanto nelle stagioni delle grandi soddisfazioni sportive e della successiva carriera da commentatore televisivo, quanto nei momenti più bui. Da oltre un anno, va ricordato, Beccalossi si era ritirato dalla scena pubblica; la sua assenza dalle cronache era già un segnale, poi chiarito dal drammatico epilogo di questi giorni. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dalla famiglia prima del rito funebre, e l’unico cordoglio pubblico è filtrato attraverso la presenza discreta di volti noti del mondo del calcio.

Il rimpianto di una Nazionale che non seppe usare la sua fantasia

A dicembre del 1981, la Nazionale guidata da Bearzot si preparava ad affrontare il Lussemburgo a Napoli in una partita di qualificazione – di per sé di limitata rilevanza – ma i tifosi sognavano qualcosa che non vedevano da tempo: una vittoria agibile, gol spettacolari, un calcio leggero e brillante. E invece l’Italia, come spesso accadeva in quegli anni, faticava a segnare e offriva un gioco compassato. Ci si interrogava allora, tra gli addetti ai lavori, su dove fosse finito il talento cristallino; dove fossero finiti i numeri dieci, gli eredi di Rivera e Mazzola. Secondo una parte dell’opinione pubblica sportiva, quel talento esisteva eccome, solo che Bearzot sceglieva di non convocarlo. Beccalossi, con la sua imprevedibilità e quel sinistro vellutato costruito con anni di sacrifici contro il muro di San Polo, ne divenne il simbolo più nitido di un’occasione perduta.

L’assenza pesante di Spillo Altobelli, bloccato in Kuwait: «Non ho trovato voli»

Uno degli episodi che più hanno segnato la giornata dei funerali è la forzata assenza di Alessandro “Spillo” Altobelli, storico compagno di squadra e amico fraterno di Beccalossi da 52 anni, sin da quando si incontrarono a Brescia nel 1974. Il destino, però, ha voluto che Altobelli si trovasse in Kuwait e non sia riuscito a rientrare in tempo per l’ultimo saluto. «Non ho trovato voli – ha dichiarato visibilmente scosso – resto qui: sono stravolto». Un dolore reso ancora più amaro dal fatto che l’addio a Beccalossi avviene proprio nella città dove entrambi sono cresciuti, tra quei campetti e quelle strade che forgiarono due generazioni diverse ma accomunate dalla stessa fame di calcio. Nessun altro grande nome degli anni d’oro dell’Inter ha voluto rilasciare dichiarazioni pubbliche, limitandosi a comparire tra la folla o a inviare messaggi privati alla famiglia. Il rito, celebrato nella chiesa della Conversione di San Paolo, si è concluso senza interventi straordinari né discorsi ufficiali, lasciando che fossero il silenzio e la folla composta a dare il tono a un congedo privo di retorica.

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