Guerrieri, un finale sospeso apre le porte alla seconda stagione: omicidio e corruzione tra i temi irrisolti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’ultima puntata di “Guerrieri – La regola dell’equilibrio” – la serie tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio e interpretata da Alessandro Gassman – si chiude con un numero tale di interrogativi ancora in sospeso da far pensare, legittimamente, a un prosieguo già annunciato. Guido Guerrieri, l’avvocato dal carisma malinconico che Gassman ha reso così umano sullo schermo, scopre infatti che l’amico magistrato Larocca – figura fino a quel momento insospettabile – è invischiato a fondo nel malaffare che ruota attorno all’Associazione Culturale Andromeda. Il nuovo presidente del Tribunale di Bari, insieme ad altri trenta soci della medesima associazione, si trova così accusato di corruzione. Un colpo di scena, questo, che ribalta le certezze dello stesso Guerrieri e che lo costringe a guardare con occhi diversi il sistema giudiziario che ha sempre servito.

La morte dell’avvocato Corsano, un giallo che interroga il racconto

A rendere ancora più denso il finale, però, è la sorte toccata all’avvocato Stefano Corsano. La sua scomparsa – che alcuni investigatori avevano inizialmente archiviato come suicidio – viene progressivamente rimessa in discussione nel corso degli episodi, tanto che il medico legale incaricato del caso sostiene ormai con convinzione la pista dell’omicidio. Nessuna rivelazione definitiva, però, arriva nell’ultima scena: nessun colpevole viene smascherato, nessuna mano armata viene mostrata. E proprio questa assenza di chiusura, paradossalmente, costituisce la cifra stilistica più riuscita della fiction. Chi ha ucciso Stefano Corsano? La regia lascia la domanda sospesa nell’aria, come un’eredità processuale che spetterà a Guerrieri – e agli sceneggiatori – affrontare in futuro.

Gassman parla a Bari e ufficializza il ritorno: la seconda stagione si farà

Del resto, la conferma che il pubblico attendeva è arrivata direttamente da Alessandro Gassman, intervenuto al Bif&st di Bari – rassegna dove la serie ha già dimostrato un legame profondo con il territorio pugliese. L’attore, senza giri di parole, ha ufficializzato che la seconda stagione si farà, segnando di fatto il ritorno dell’avvocato Guido Guerrieri su Rai 1. Un annuncio che non ha colto di sorpresa gli addetti ai lavori, vista la risposta calorosa ottenuta dalla prima stagione: ascolti solidi, critica attenta e un gradimento particolare per quell’approccio intimo e riflessivo che distingue questo legal drama da molti altri prodotti italiani. Non si tratta, insomma, di un semplice giallo giudiziario, ma di un ritratto complesso – sospeso tra rigore professionale e fragilità personali – di un uomo che si muove nelle zone grigie della legge.

Tra fiction e realtà, il realismo di Carofiglio senza facili risposte

Molti spettatori si sono chiesti, nel frattempo, se la storia raccontata in “Guerrieri – La regola dell’equilibrio” fosse basata su un fatto realmente accaduto. La serie Rai, in effetti, convince proprio per il suo realismo asciutto: gli ambienti dei tribunali di provincia, le stanze male illuminate degli studi legali, le intercettazioni che aprono voragini nelle coscienze. Eppure, si tratta di pura invenzione letteraria, anche se nutrita dall’esperienza professionale dello stesso Carofiglio, ex magistrato antimafia. Quella che si respira sullo schermo è quindi una verosimiglianza costruita con cura artigianale, dove la cronaca nera – trattata con rispetto, senza inutili compiacimenti per il dettaglio cruento – lascia spazio alle inchieste, agli sviluppi giudiziari, ai silenzi degli atti processuali. In fondo, è proprio questo il lascito più prezioso del finale aperto: non una soluzione, ma la promessa di un’indagine che dovrà ripartire da capo.

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