Monte dei Paschi conquista Mediobanca, un colpo di scena nella finanza italiana
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Redazione Economia
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L’acquisizione del controllo di Mediobanca da parte di Monte dei Paschi di Siena, sancita dal superamento della soglia del 62,29% del capitale attraverso l’offerta pubblica di scambio e acquisto, rappresenta una di quelle operazioni finanziarie – impensabile fino a poco tempo fa – che ridisegnano la geografia del credito nel paese. L’istituto senese, che rimane a partecipazione pubblica con una quota rilevante in mano al Tesoro, ha quindi ottenuto la maggioranza assoluta dell’assemblea della banca d’affari meneghina, in un ribaltamento di prospettive che ha dell’epocale.
Il cantiere operativo, che i vertici dovranno ora gestire, si apre ufficialmente con la fase di regolamento delle azioni a partire dal 15 settembre: agli azionisti di Mediobanca che hanno aderito all’Opas spetteranno 2,533 titoli Mps e 0,90 euro per ogni titolo consegnato. Tuttavia, come ha sottolineato Francesco Saverio Vinci, vicedirettore generale di Mediobanca, la finestra per l’adesione riaprirà dal 16 al 22 settembre, periodo in cui si prevede un ulteriore significativo afflusso che potrebbe portare la percentuale complessiva “attorno all’80%”, consolidando ancor di più il controllo.
Le vere sfide, come è noto agli addetti ai lavori, iniziano adesso per l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, e per i principali azionisti dell’istituto: si tratterà non solo di integrare due realtà profondamente diverse per storia e cultura operativa, ma anche di gestire le inevitabili sinergie, i assetti manageriali e i piani industriali futuri in un contesto macroeconomico tutt’altro che semplice. Un percorso complesso, il cui esito è tutto da scrivere.




