Usa-Iran, a Roma si prova la strada dell’accordo provvisorio mentre i negoziati restano in stallo
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Redazione Interno
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Tra la prospettiva di un’intesa definitiva, ancora lontana, e il rischio concreto di un fallimento dei colloqui, emerge una terza via per evitare che i negoziati sul nucleare tra Iran e Stati Uniti collassino definitivamente: un accordo quadro, provvisorio, che fissi i punti essenziali della trattativa e lasci aperta la porta a un patto più solido in futuro. L’ipotesi, discussa ieri a Roma durante il quinto round di colloqui all’ambasciata dell’Oman, è stata definita dalle parti come un possibile compromesso per non interrompere il dialogo, anche se le divergenze restano profonde.
Il ministro degli Esteri iraniano, intervenuto pochi minuti dopo la fine dell’incontro, ha parlato di «progressi» pur ribadendo la fermezza delle posizioni di Teheran, che insiste sulla rimozione delle sanzioni e sul riconoscimento del suo programma nucleare civile. Da Washington, invece, non sono arrivate dichiarazioni ufficiali, ma fonti vicine alla delegazione americana hanno lasciato trapelare un cauto ottimismo, sottolineando come l’idea di un accordo intermedio possa evitare una nuova escalation.
A fare da mediatore è stato l’Oman, che attraverso il suo ministro degli Esteri, Badr Al-Busaidi, ha confermato su X l’esito dei colloqui: «Passi avanti, ma non conclusivi». Una posizione condivisa dall’Italia, dove il ministro Antonio Tajani ha preferito non entrare nel merito ma ha ammesso che «tutte le parti hanno mostrato volontà di proseguire il dialogo».
Lo scenario, però, rimane incerto. La settimana appena trascorsa è stata segnata da tensioni, con dichiarazioni contrastanti e la minaccia – mai esplicitamente confermata ma neppure smentita – di un possibile attacco israeliano ai siti nucleari iraniani qualora i negoziati fallissero. Teheran, da parte sua, ha sempre negato di voler sviluppare armi atomiche, insistendo sul carattere pacifico delle sue attività, mentre l’amministrazione Trump mantiene una linea dura, chiedendo garanzie verificabili e la sospensione dell’arricchimento dell’uranio.




