Le ombre della strage di Brandizzo nelle intercettazioni dei sopravvissuti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nelle intercettazioni disposte dagli inquirenti il giorno successivo alla strage di Brandizzo, avvenuta la notte del 31 agosto 2023, emergono con crudezza le prime, reciproche accuse tra i sopravvissuti. Antonio Massa, caposcorta Rfi e uno dei principali indagati, in una conversazione intercettata il primo settembre sembra delineare una precoce linea di difesa, affermando di aver svolto esclusivamente il proprio compito e aggiungendo, con un tono che lascia trapelare una certa reticenza, «poi se gli altri hanno azzardato ad andare sul binario senza il mio consenso...eh...». Queste dichiarazioni, che i magistrati stanno valutando nel quadro delle indagini per omicidio colposo plurimo, gettano un'ombra pesante sulle dinamiche che hanno preceduto l'incidente in cui persero la vita cinque operai.

A confermare la complessità del quadro contribuisce la testimonianza resa da Andrea Girardin Gibin, l’altro sopravvissuto alla tragedia e caposquadra della ditta appaltatrice Sigifer. Nel corso del suo interrogatorio, Gibin ha dichiarato che il treno merci, giunto alla velocità di 160 chilometri orari nella stazione di Brandizzo alle 23:46, «doveva essere l’ultimo della giornata», una circostanza che, se confermata, avrebbe dovuto garantire un arco di tempo sicuro per l’inizio dei lavori. Gibin stesso, riferendosi proprio ad Antonio Massa, ha ribadito che, secondo le informazioni fornitegli dal caposcorta, dopo quell’ultimo convoglio non ne sarebbero transitati altri.

Tuttavia, la pianificazione originaria dei lavori appariva ben più cautelativa. Dai riscontri tecnici e dalle email aziendali esaminate dagli investigatori dello Spresal della Asl To 3 – i quali hanno parlato, nelle loro relazioni per la procura di Ivrea, di un «quadro desolante» – emerge che quella stessa tratta ferroviaria avrebbe dovuto essere interdetta al traffico per un lasso di tempo considerevole, stimato in quattro ore e mezza. Un periodo più che sufficiente per permettere alle maestranze di operare in condizioni di massima sicurezza, senza la pressione del transito di altri convogli.

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