Ferrari 12Cilindri Manuale, il V12 aspirato torna a parlare la lingua del passato (ma con l’elettronica dentro)
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Redazione Economia
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Quasi vent’anni dopo l’ultima volta – era il 2007, con la 599 GTB Fiorano – a Maranello hanno deciso che era ora di riportare la leva del cambio al centro del palcoscenico, e non certo in un tripudio di nostalgia priva di sostanza.
La Ferrari 12Cilindri Manuale non è una versione qualunque, ma una serie speciale che strizza l’occhio ai puristi con una proposta tanto radicale quanto tecnologicamente raffinata, perché il ritorno del cambio manuale a tre pedali non passa per il recupero di vecchi meccanismi, ma attraverso un sistema Manuale by-wire interamente brevettato che trasforma l’approccio alla guida senza rinunciare all’anima contemporanea della vettura. Limitata a 1.
499 esemplari – un numero che rende omaggio alla cilindrata del primo dodici cilindri Ferrari del lontano 1947 – questa edizione speciale della 12Cilindri si presenta con un prezzo di partenza di 590.000 euro, allestimento Tailor Made già compreso, e con una serie di dettagli che la rendono immediatamente riconoscibile rispetto alla versione standard.
Il progetto, nato da circa quattro anni di sviluppo e sollecitato dalle richieste della clientela più fedele, ha richiesto un ripensamento profondo dell’architettura del tunnel centrale e del rapporto tra pilota e vettura, tanto che per la prima volta su una Ferrari moderna si è deciso di eliminare completamente le palette al volante per concentrare ogni attenzione sulla leva e sul pedale della frizione.
L’ingegneria del gesto: come funziona il Manuale by-wire
Il cuore pulsante di questa operazione è il cambio F1 a doppia frizione a otto rapporti – la stessa base tecnica della 12Cilindri standard – ma viene gestito da un modulo meccanico che, grazie a sensori e cinematismi avanzati, restituisce al pilota la sensazione fisica di un cambio manuale tradizionale.
Niente collegamenti meccanici diretti tra la leva, il pedale e la trasmissione, eppure la percezione è quella di un comando analogico: il sistema, attraverso un tamburo rotante in acciaio ad alta resistenza lavorato dal pieno, ricrea il tipico “doppio tac” all’innesto delle marce, simulando la resistenza e il rilascio improvviso che caratterizzano i cambi storici del Cavallino.
Il pedale della frizione, anch’esso by-wire, è stato tarato per replicare la curva di carico di una frizione idraulica tradizionale, con un profilo a camma che restituisce al piede del conducente una sensazione di progressività e consistenza: se non si coordina bene l’azione, la vettura può reagire con uno strappo o addirittura spegnersi, esattamente come su una vera manuale di una volta.
Due sensori a effetto Hall captano il movimento della leva, mentre un attuatore elettrico blocca l’innesto quando la marcia selezionata potrebbe essere pericolosa per la trasmissione – proteggendo il motore e al tempo stesso segnalando al pilota l’errore con un feedback tattile chiaro.
Prestazioni da V12 aspirato e doppia anima
Sotto il cofano non c’è alcuna sorpresa: il motore è il glorioso V12 aspirato da 6.496 cm³, con architettura a 65°, carter secco, capace di erogare 830 cavalli a 9.250 giri al minuto e 678 Nm di coppia a 7.250 giri, per un regime massimo che tocca quota 9.500 giri.
I numeri delle prestazioni restano invariati rispetto alla versione con cambio automatico: accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi, da 0 a 200 in meno di 7,9 secondi e velocità massima superiore a 340 km/h, anche se in modalità manuale, utilizzando le prime sei marce, il limitatore interviene a 315 km/h – per sfruttare tutto il potenziale è necessario passare in automatico, attivando gli ultimi due rapporti pensati per i lunghi trasferimenti autostradali.
La doppia anima della vettura è uno dei suoi tratti più affascinanti: basta premere il pedale della frizione sotto i 100 km/h per attivare la modalità manuale, mentre con un semplice tocco sul tasto D sul tunnel si ritorna in automatico, rendendo la guida fluida e rilassata in città o nei viaggi più lunghi.
In manuale, il pilota può eseguire le manovre più iconiche come la doppietta in punta-tacco, senza alcun sistema di assistenza al rev matching, e sperimentare tutte le reazioni dinamiche che dipendono esclusivamente dalla sua abilità – una scelta che esalta il rapporto diretto tra uomo e macchina.
Dettagli estetici e personalizzazione senza limiti
Esteticamente, la 12Cilindri Manuale non passa inosservata: rispetto alla versione standard, presenta una fascia anteriore e le ali posteriori con una finitura gessata che omaggia la 365 GTB/4 Daytona, lo scudetto coniato con la stessa tecnica usata per le monete di pregio e i cerchi forgiati a cinque razze disponibili in quattro diverse finiture.
L’abitacolo è stato completamente ridisegnato nell’area del tunnel, con un cancelletto che sembra quasi fluttuare grazie a una scultura in alluminio anodizzato, il pomello sferico in alluminio anodizzato con serigrafia retroilluminata che cambia colore – ambra per la modalità manuale, bianca per quella automatica – e la pedaliera a tre pedali che ribadisce l’intenzione del progetto.
La personalizzazione, poi, è totale grazie al programma Tailor Made: sono disponibili 25 tinte carrozzeria dedicate, tratte dalla tradizione del Cavallino, tra cui il Rosso Rubino scelto per l’esemplare di lancio, l’Argento Nürburgring e il Blu Pozzi, oltre a pelli e alcantara specifici e a un tema decorativo a sei cannettature verticali che richiama le marce del cambio, ripetuto sui sedili e sulla libreria dell’abitacolo.
Ogni esemplare sarà quindi unico, e per i clienti più esigenti sono previsti optional come il pacchetto in fibra di carbonio e il battitacco laserato, che contribuiscono a rendere questa serie speciale un oggetto da collezione già prima ancora di uscire dai cancelli di Maranello.
Tra le prime vetture a tre pedali del marchio dopo anni di palette al volante e cambi automatici, la 12Cilindri Manuale rappresenta un esperimento affascinante: unire l’innocenza analogica del cambio a H con la precisione e l’affidabilità di una trasmissione moderna, senza sacrificare le prestazioni del V12 aspirato. I primi esemplari verranno consegnati a partire dall’inizio del 2027, ma con una tiratura così limitata e un prezzo che sfiora i 600.000 euro, è scontato che la lista d’attesa sarà già piena di nomi illustri che non vedono l’ora di riscoprire il piacere di un gesto dimenticato – ma riletto in chiave contemporanea, come solo a Maranello sanno fare.




