Barelli verso i rapporti con il Parlamento, l’intesa che chiude il caso Forza Italia
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Redazione Interno
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Non sarà una poltrona qualsiasi, quella che Paolo Barelli si appresta a occupare nelle prossime ore, bensì un incarico di delicatissima regia nei meccanismi che legano Palazzo Chigi alle Camere. L’ex capogruppo di Forza Italia – dopo aver lasciato la guida dei deputati azzurri, non senza qualche polemica di fondo – è infatti destinato a diventare viceministro dei Rapporti con il Parlamento. L’intesa, maturata al termine di un faccia a faccia lunedì a Palazzo Chigi, coinvolge direttamente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il suo sottosegretario Giovanbattista Fazzolari: secondo tre fonti qualificate, sarebbe stata proprio Meloni a richiedere Barelli per puntellare un dipartimento che necessita di un migliore raccordo tra l’esecutivo e l’aula. Nessuno strappo, insomma, è all’orizzonte, nonostante le fibrillazioni degli ultimi giorni.
L’assemblea di stasera e il ruolo di Enrico Costa
Questa sera, martedì 14 aprile, il gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera – convocato dal dimissionario capogruppo Paolo Bandelli, che ieri ha rilanciato una frecciata contro l’ingerenza dei figli del fondatore – eleggerà ufficialmente il successore. E il nome, salvo colpi di scena, è quello di Enrico Costa, già annunciato nei giorni scorsi dopo l’incontro che il segretario Antonio Tajani ha avuto con la famiglia Berlusconi. Costa, monregalese di nascita e figura di lungo corso nel partito, diventerà dunque il nuovo capogruppo. Intanto, gli sherpa della maggioranza hanno lavorato per sminare il campo con le minoranze interne, evitando che le scorie delle dimissioni di Barelli potessero trasformarsi in una crisi di governo aperta.
Marina Berlusconi invoca compattezza, Cirio fa da mediatore
Proprio mentre le trattative per il sottogoverno entravano nel vivo, a Milano si consumava un altro passaggio cruciale. Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, ha incontrato il governatore del Piemonte e vicesegretario forzista Alberto Cirio – già mediatore nelle settimane precedenti con gli eredi del Cavaliere – e dal colloquio è emerso un obiettivo chiaro: garantire la piena unità del partito, anche nel corso dei congressi regionali. Una presa di posizione, quella della figlia del fondatore, che arriva a ridosso delle polemiche sollevate da Bandelli, le quali avevano messo in luce tensioni sulla gestione diretta del partito da parte di Marina e Pier Silvio Berlusconi. Cirio, di fatto, si è trovato a cucire uno strappo che non doveva apparire tale, mentre Barelli lasciava la guida dei deputati per prepararsi a indossare i galloni da viceministro.
Una casella di sottogoverno liberata e un dipartimento da rafforzare
Con l’addio alla capigruppo, per Barelli si è liberata proprio quella casella di sottogoverno che mancava all’appello: un ruolo con un profilo tecnico-politico elevato, utile a chi ha passato anni a gestire le acque talvolta agitate dell’aula. Meloni – e con lei Fazzolari – avrebbero bisogno di qualcuno che migliori il raccordo tra i due palchi del potere legislativo ed esecutivo. E la scelta è caduta su di lui, nonostante le frizioni degli ultimi giorni e la frecciata di Bandelli, che aveva apertamente criticato l’ingerenza dei Berlusconi. Nessuna dichiarazione ufficiale è ancora arrivata da Barelli, ma l’accettazione è data per imminente. L’intera operazione, orchestrata in poche ore, chiude di fatto il “caso Forza Italia” senza che si siano visti strappi irreparabili, lasciando a Costa il compito di tenere insieme un gruppo che, nelle more, ha rischiato di frammentarsi.




