Mini pacchi, da ottobre la stangata: dazio Ue e tassa italiana si sommano fino a 5 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dal primo ottobre, per chi acquista piccoli prodotti da piattaforme extraeuropee, il costo di ogni spedizione potrebbe lievitare fino a raggiungere i cinque euro, una cifra che in molti casi supera addirittura il valore stesso della merce ordinata.

La conferma dell’entrata in vigore di questo doppio prelievo è arrivata direttamente dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il quale, rispondendo a un question time alla Camera dei deputati, ha chiarito che non ci saranno proroghe e che la nuova tassazione, di fatto, si sommerà al dazio già introdotto dall’Unione europea lo scorso primo luglio.

Un meccanismo a due livelli tra Bruxelles e Roma

Il quadro normativo che si prospetta per l’autunno si compone, quindi, di due diversi interventi, accomunati dall’obiettivo di disincentivare gli acquisti a basso costo provenienti da Paesi terzi, ma differenti per natura e finalità. Da un lato, c’è il dazio europeo temporaneo, pari a tre euro per ogni spedizione di valore non superiore a 150 euro, entrato in vigore il primo luglio 2026; dall’altro, il contributo italiano di due euro, previsto a partire dal primo ottobre, una misura nazionale che il ministro Giorgetti ha definito “compatibile” con quella comunitaria.

Nel corso della sua replica alla Camera, il titolare del dicastero di via XX Settembre ha spiegato che le due misure, pur avendo un effetto pratico analogo sul portafoglio dei consumatori, rispondono a esigenze diverse e operano su piani giuridici distinti, il che ne consentirebbe l’applicazione congiunta senza che si configurino ipotesi di doppia imposizione incompatibile.

L’intervento di Giorgetti e le implicazioni per i consumatori

La precisazione del ministro, sollecitata da un’interrogazione presentata da Forza Italia e firmata da Deborah Bergamini, arriva a poche settimane dall’avvio della misura italiana, chiudendo di fatto gli spiragli su un possibile rinvio. Senza un intervento dell’ultima ora, dunque, dal primo ottobre ogni pacco proveniente da Paesi extra Unione, come Cina o Stati Uniti, potrebbe vedersi applicare un sovrapprezzo complessivo di cinque euro, una cifra che, come osservato da più parti, rischia di rendere antieconomici molti acquisti di prodotti di piccolo valore.

Giorgetti, pur confermando la data e l’importo, ha lasciato intendere che potrebbero esserci sviluppi futuri, aprendo alla possibilità di interventi correttivi, senza però fornire dettagli specifici su eventuali modifiche già al vaglio del governo.

L’impatto sulle spedizioni low cost e la strategia europea

Questa stretta, che interessa i cosiddetti “mini pacchi” fino a 150 euro, rientra in una strategia più ampia dell’Unione europea volta a riequilibrare la concorrenza tra i produttori locali e le piattaforme di vendita al dettaglio extracontinentali, le quali spesso beneficiano di costi di produzione e di spedizione estremamente contenuti.

Il dazio comunitario, già operativo da oltre un mese, ha rappresentato un primo segnale, ma con l’aggiunta del contributo italiano l’effetto combinato potrebbe diventare sensibilmente più incisivo, alterando in modo significativo le dinamiche degli acquisti online provenienti dall’estero. Le associazioni dei consumatori, pur non avendo ancora diffuso comunicati ufficiali al riguardo, hanno già manifestato perplessità, mentre gli operatori del settore si interrogano sulle ricadute pratiche per i milioni di italiani che quotidianamente utilizzano queste piattaforme.

I numeri del fenomeno e le soglie di valore

La scelta di fissare la soglia a 150 euro, una cifra simbolicamente importante perché al di sopra della quale scattano altri regimi doganali, non è casuale e coincide con il limite entro cui, fino a poco tempo fa, molti pacchi viaggiavano esentasse. Con l’introduzione del dazio Ue prima e della tassa nazionale poi, l’Italia si allinea a una tendenza già emersa in altri Stati membri, che cercano di arginare un flusso di merci a basso costo percepito come penalizzante per il commercio interno.

Il ministro, nel suo intervento, non ha fornito stime sull’entità del gettito atteso, né ha dettagliato le modalità operative con cui verrà riscosso il contributo italiano, demandando probabilmente a successivi provvedimenti attuativi la definizione degli aspetti tecnici.

Le differenze tra dazio e tassa nazionale

Uno dei punti chiave chiariti da Giorgetti riguarda la differenza sostanziale tra i due prelievi: mentre il dazio è uno strumento di politica commerciale comune, applicabile in tutta l’area Schengen con finalità di tutela del mercato unico, la tassa italiana di due euro ha una natura più strettamente fiscale e mira a disincentivare specificamente l’ingresso nel territorio nazionale di prodotti che, per il loro valore irrisorio, finirebbero per eludere qualsiasi forma di controllo o di concorrenza leale.

Questa distinzione, secondo il ministro, rende perfettamente legittimo il cumulo delle due misure, che agiscono su piani normativi separati e non entrano in conflitto tra loro, né sotto il profilo giuridico, né sotto quello della ripartizione delle competenze tra Stato e Unione.

Le tempistiche e le possibili ripercussioni sul commercio elettronico

Con l’avvio del nuovo regime a ottobre, chi effettua acquisti su piattaforme estere si troverà di fronte a un costo aggiuntivo che, in proporzione al prezzo di molti articoli, risulterà decisamente elevato: un effetto che potrebbe scoraggiare i consumi e, al tempo stesso, spingere i venditori a rivedere le proprie strategie di spedizione. L’apparato doganale italiano dovrà adattarsi a questa doppia applicazione, aggiornando i sistemi di riscossione e di controllo per garantire che i due importi, quello comunitario e quello nazionale, vengano effettivamente applicati in modo congiunto.

A oggi, non sono stati diffusi calendari dettagliati sugli aggiornamenti tecnici necessari, ma è prevedibile che nelle prossime settimane il ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Dogane forniranno ulteriori indicazioni agli operatori del settore e ai consumatori.

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