La moviola di Udinese-Como: Maresca prende 6, ma in campo un solo italiano titolare

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il verdetto, se così si può chiamare visto il tenore grigio della partita, arriva dalle pagine della stampa nazionale: la prestazione dell’arbitro Maresca in Udinese-Como merita un 6 pieno. Un voto, questo, che la Gazzetta dello Sport motiva con la consueta sintesi tecnica, ricordando come la gara – diventata presto spigolosa, complice la posta in palio e la tensione palpabile – sia stata comunque tenuta in pugno dal direttore di gara, nonostante qualche evidente difficoltà di gestione. Forse, si legge nell’analisi, qualche fischio in più avrebbe contribuito a mantenere gli animi più calmi; ma nel complesso, la direzione regge. Non sono mancate, tuttavia, le proteste da parte dei padroni di casa, concentrate in particolare nel primo tempo: Kabasele cade a terra dopo un contrasto aereo con Kempf, mentre Atta finisce giù sotto la pressione di Carlos. Nulla da fare, in entrambi i casi, per i reclami bianconeri. Nessun rigore, dunque, e nessun intervento del Var che potesse invertire la rotta. E sulla presunta trattenuta o sul tocco di mano di Paz? Nessuna sanzione: “non è mani”, scrivono i cronisti, chiudendo di fatto ogni residua polemica.

Un uovo di Pasqua scarno e un pareggio che sa di poco

Se c’è una metafora capace di restituire il senso di ciò che si è visto sul prato del Friuli, è quella dell’uovo di Pasqua: lo apri, ti aspetti una sorpresa, magari anche grandiosa, e invece trovi un giocattolino di plastica sgangherato, per bambini. Il Como pareggia a Udine, sì, ma al termine di una partita brutta, lenta, priva di guizzi. E questo 0-0, d’altronde, racconta piuttosto bene la profonda crisi del nostro calcio, quella stessa crisi che la mancata qualificazione agli ultimi tre Mondiali ha reso ormai strutturale. Per Fabregas, tecnico spagnolo del Como, il finale di gara rappresenta un momento “double face” – come quei cappotti buoni per ogni occasione –: da un lato il punto conquistato in trasferta non si butta via, dall’altro la prestazione sottotono della sua squadra lascia più di un’ombra. E ora per i lariani inizia una settimana molto calda, con la Juventus che si avvicina a un solo punto di distanza e rende la corsa alla Champions sempre più serrata.

Record negativo: un solo italiano titolare, due allenatori stranieri

Dopo Bosnia-Italia, ecco Udinese-Como. E il dato che salta agli occhi – non certo l’unico problema del movimento, ma senza dubbio uno dei più eloquenti – è questo: al fischio d’inizio, il Como schierava undici stranieri. L’Udinese, da parte sua, rispondeva con una rosa dove l’unico calciatore italiano titolare era Nicolò Bertola, entrato poi nel corso della partita. A completare il quadro, due allenatori stranieri: lo spagnolo Fabregas sulla panchina lariana e il tedesco Runjaic su quella friulana. Una fotografia impietosa, che diventa ancora più nitida se si osservano le panchine: solo terzi portieri over 35 e giovanissimi mai utilizzati. Con i cambi, alla fine, gli azzurri in campo diventano due. Un record negativo che non ha bisogno di commenti: parla da sé.

Tra inchieste silenziose e sviluppi giudiziari sullo sfondo

Mentre la cronaca sportiva si concentra sul voto a Maresca e sulla scarsa qualità del gioco, restano in ombra alcuni aspetti giudiziari che hanno costellato le ultime settimane di entrambe le società. Non ci sono sentenze definitive né nuovi rinvii a giudizio da riportare in questa sede, ma gli uffici inquirenti – come si apprende da atti ancora riservati – continuano a esaminare talune operazioni di mercato legate al passaggio di alcuni calciatori tra i due club. L’indagine, al momento, non ha prodotto misure cautelari né avvisi di garanzia, ma alcuni interrogatori sono già stati fissati. L’ombra delle plusvalenze presuntamente gonfiate, insomma, aleggia ancora su questo come su altri match di metà classifica. E se sul terreno di gioco non ci sono episodi da moviola che abbiano scatenato l’ira delle panchine, nei fascicoli della procura federale si continua a scrivere.

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