Milano, risarcimento record e permessi di soggiorno per gli operai del consolato Usa
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Redazione Interno
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Un pacchetto complessivo che supera i 30 milioni di euro, 238 permessi di soggiorno rilasciati e 60 lavoratori ammessi alla Naspi. Sono i numeri dell'accordo raggiunto tra la Procura di Milano e la società americana Caddell Construction, finita al centro di un'inchiesta per sfruttamento della manodopera nel cantiere del nuovo consolato degli Stati Uniti a Milano, in piazzale Accursio.
La somma stanziata dall'azienda con sede in Alabama comprende stipendi arretrati, contributi all'Inps, 7 milioni di euro per danni morali e il rimborso delle somme trattenute per vitto e alloggio.
Il meccanismo dello sfruttamento
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Paolo Storari con i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, hanno ricostruito un sistema di reclutamento che partiva dall'India. Gli operai venivano agganciati da intermediari con sede a Nuova Delhi e, per ottenere il visto e il permesso di lavoro, dovevano versare una sorta di tangente di circa 5.000 euro, costringendo le famiglie a indebitarsi.
Una volta arrivati in Italia, i manovali lavoravano sei giorni su sette per una media di dieci ore al giorno, con paghe che, secondo gli inquirenti, non superavano i due euro l'ora. Nei verbali dell'inchiesta si parla di abusi verbali, violenze fisiche e minacce di rimpatrio forzato per imporre l'omertà.
Il quadro normativo del permesso di soggiorno
I 238 permessi di soggiorno rilasciati dalle Questure di Milano e Pisa rientrano nella procedura prevista dall'articolo 18-ter del Testo Unico sull'Immigrazione. La norma, modificata dal decreto legge 145 del 2024, disciplina il rilascio di un permesso per "casi speciali" quando, nel corso di indagini per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, lo straniero collabori utilmente all'emersione dei fatti e all'individuazione dei responsabili.
Il permesso ha una durata di dodici mesi, è rinnovabile e può essere convertito in un titolo per motivi di lavoro o di studio. La richiesta era stata inoltrata dal pm Storari alle questure competenti, allegando i verbali degli operai sentiti come testimoni.
Le posizioni dell'azienda e delle istituzioni
Nella lettera inviata alla Procura di Milano, firmata dall'amministratore delegato Michael Angelo Raineri, la Caddell Construction ha precisato che gli impegni assunti non costituiscono un'ammissione di responsabilità penale, civile o amministrativa. La società ha altresì dichiarato di aver collaborato attivamente con le autorità italiane. Il Dipartimento di Stato americano, tramite un proprio portavoce, aveva dichiarato nei mesi scorsi che il governo degli Stati Uniti "non tollera lo sfruttamento dei lavoratori".
La ministra del Lavoro Marina Calderone ha definito l'operazione coordinata dalla Procura "una delle più significative degli ultimi anni contro il caporalato".
Il contesto delle indagini milanesi
L'inchiesta sul cantiere di piazzale Accursio si inserisce in una serie di procedimenti per sfruttamento lavorativo condotti dalla Procura di Milano negli ultimi anni. Secondo quanto ricostruito dall'agenzia Reuters, tali indagini hanno complessivamente portato al riconoscimento di maggiori diritti per oltre 60.000 lavoratori e al recupero di più di un miliardo di euro. Nel caso del consolato americano, il controllo giudiziario disposto a maggio nei confronti della divisione italiana di Caddell era stato confermato dal giudice due settimane più tardi.
L'azienda è specializzata in grandi progetti infrastrutturali, tra cui la costruzione di ambasciate e installazioni militari statunitensi nel mondo.
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