Calciomercato Milan, cena per Retegui: i retroscena dall'incontro tra Tare e Moggi
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Redazione Sport
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Il direttore sportivo del Milan, Igli Tare, e Alessandro Moggi, agente tra gli altri di Mateo Retegui, si sono incontrati a cena venerdì scorso nel centro di Milano, e quell’incontro, come spesso accade in questi casi, ha immediatamente riaperto scenari di mercato che sembravano ormai archiviati. L’attaccante italo-argentino, oggi in forza all’Al-Qadsiah dopo il trasferimento last minute dell’estate scorsa che lo vide lasciare l’Atalanta per cifre vicine ai 70 milioni di euro, è tornato prepotentemente al centro delle strategie rossonere per la prossima stagione. Non si tratta, è bene precisarlo, di un negoziato in corso, quanto piuttosto di un sondaggio esplorativo, di una chiacchierata informale tra due persone che si conoscono da tempo, ma che aveva comunque un ordine del giorno ben preciso: capire la fattibilità di un ritorno in Italia del centravanti.
L’ostacolo ingaggio e la volontà del giocatore
Il nodo principale, e non è certo una novità, è di natura economica e si presenta come una montagna quasi invalicabile. Retegui, che in Arabia Saudita ha firmato un contratto faraonico, percepisce attualmente un ingaggio di circa 16 milioni di euro netti a stagione, una cifra che, tradotta al lordo, farebbe impallidire qualsiasi club italiano e che è lontana anni luce dal tetto salariale che il Milan si è imposto. I rossoneri, forti anche della volontà del ragazzo di rimettersi in gioco in un campionato competitivo in vista dei prossimi impegni con la Nazionale, potrebbero arrivare a offrire circa 5 milioni di euro più bonus, magari spalmando l’investimento su un contratto lungo, fino al 2031. Un’ipotesi suggestiva, ma che richiederebbe da parte del calciatore un sacrificio economico enorme, un taglio dello stipendio di due terzi che pochi, nella sua situazione, sarebbero disposti a fare.
I numeri di Retegui e la stima di Badelj
Chi lo conosce bene, però, non ha dubbi sulle sue qualità. Milan Badelj, ex capitano del Genoa e compagno di Retegui in Liguria, intervistato da Tuttosport, ne ha tracciato un profilo tecnico che lascia poco spazio all’immaginazione. Uno come Mateo, ha spiegato il centrocampista croato, in una squadra forte come quella rossonera, capace di accompagnare il gioco e di portare gli attaccanti dentro l’area di rigore, potrebbe esaltare al massimo le sue caratteristiche di finalizzatore puro. Retegui, che lo scorso anno in Serie A con la maglia dell’Atalanta ha vinto il Titolo di capocannoniere con 25 reti in 36 partite, sta continuando a segnare con buona regolarità anche in Arabia: 15 gol in 25 presenze complessive, un ruolino di marcia che conferma come il fiuto del gol non sia un’esclusiva del nostro campionato. Badelj, usando un’espressione efficace, ha detto di lui che “ha il gol nel sangue”, sottolineando come sia l’uomo giusto per ricoprire il ruolo di numero 9 in una piazza esigente come Milano.
La strategia del Milan e il nodo Champions
La dirigenza rossonera, però, deve muoversi con i piedi di piombo, consapevole che un’operazione del genere non si può improvvisare. La cena tra Tare e Moggi è servita anche a questo: a gettare le basi, a sondare il terreno, a comprendere se e a quali condizioni l’Al-Qadsiah, che nel 2024 investì una cifra monstre per strapparlo alla Dea, sia disposta a sedersi a un tavolo. Il club saudita, che ha blindato il giocatore con un contratto fino al 2029, non sembra intenzionato a privarsi del suo gioiello per una cifra inferiore ai 45-50 milioni di euro, un altro scoglio non da poco per le casse del Diavolo. Un ruolo chiave, in questa complessa trattativa, lo giocherà anche il fattore Champions League. Il Milan, e Tare lo sa bene, deve prima conquistare matematicamente la qualificazione alla prossima edizione della competizione europea, e solo allora potrà contare su quegli introiti Uefa che renderebbero più sostenibile un investimento di questa portata.
L’arrivo anticipato a Coverciano
Nel frattempo, Retegui è già tornato in Italia, più precisamente a Firenze, dove ha affittato un appartamento nei pressi di Coverciano. Lo stop del campionato saudita, dovuto alle note tensioni in Medio Oriente, gli ha concesso una settimana di riposo forzato, ma lui, da professionista qual è, ha preferito non perdere tempo e si è messo a disposizione di sé stesso. Contattata la Federcalcio e parlato con il commissario tecnico Gennaro Gattuso, ha deciso di anticipare il suo rientro in patria per iniziare ad allenarsi individualmente in vista degli spareggi per la qualificazione ai Mondiali, in programma a fine mese. Un gesto che la dice lunga sul suo attaccamento alla maglia azzurra e sulla sua voglia di non perdere il passo in vista degli impegni cruciali che attendono l’Italia. Chissà che questa dedizione e questa presenza anticipata non possano, indirettamente, giocare un ruolo anche nel futuro mercato del Milan, tenendo vivo il confronto e alimentando quella fiammella che la cena milanese ha riacceso.




