Marco Bocci a Verissimo: «Vivo con la memoria a breve termine, mia moglie mi lascia in continuazione»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Marco Bocci, ospite nel salotto di Silvia Toffanin per promuovere la nuova fiction “Alex Bravo”, ha consegnato al pubblico un ritratto privo di filtri, in cui la carriera venticinquennale (costellata di successi ma anche di inevitabili cadute) ha lasciato spazio a una riflessione intima sulla salute e sulla vita familiare. L’attore umbro, che compirà 47 anni, si è presentato con una spontaneità disarmante, dichiarando di trovarsi in una “fase matura” della sua esistenza, per poi correggersi subito dopo con una confessione che ha strappato un sorriso in studio: “anche se non ci sto capendo nulla”. Una dichiarazione che racchiude l’essenza di un’intervista dove l’ironia e la drammaticità si sono alternate con ritmo serrato, offrendo al telespettatore lo spaccato di un uomo che ha imparato a convivere con le proprie fragilità senza lasciarsi schiacciare da queste.

L’encefalite e il crollo della memoria: “Ricomincio da capo ogni giorno”

Il momento più toccante della chiacchierata è arrivato quando Marco Bocci ha rievocato il difficile periodo legato alla malattia. Dopo aver contratto una grave forma di encefalite, una patologia che gli ha letteralmente scardinato i meccanismi cognitivi, l’attore ha dovuto fare i conti con la perdita della memoria e con problemi di linguaggio non indifferenti. Se la parola, come ha raccontato, è stata completamente recuperata grazie a un lungo e certosino lavoro di riabilitazione, lo stesso non si può dire per la memoria. “Oggi ho soltanto una memoria a breve termine”, ha rivelato Bocci, trasformando quella che sembrava una limitazione in una vera e propria filosofia di vita, ovvero quella di “ricominciare da capo ogni giorno”. Un approccio, questo, che lo ha portato a rivalutare completamente il senso del tempo e delle priorità, spostando l’attenzione dal risultato al puro e semplice godimento del momento presente.

L’amore turbolento con Laura Chiatti: l’uomo “più lasciato” della storia

Sul fronte sentimentale, Bocci non ha risparmiato dettagli sulla vita matrimoniale con l’attrice Laura Chiatti, con la quale è sposato dal 5 luglio 2014 dopo una relazione iniziata tredici anni fa. Parlando del rapporto che lo lega alla moglie, madre dei suoi due figli (Enea, nato nel 2015, e Pablo, arrivato nel 2016), l’attore ha usato il registro della comicità per descrivere una quotidianità fatta di continui tira e molla. “Credo di essere l’uomo più lasciato nella storia dell’umanità”, ha scherzato Bocci, rivelando che i litigi di coppia sono talmente frequenti e veementi da rappresentare quasi un rituale domestico. Questa dichiarazione, sebbene formulata con leggerezza, ha dipinto il quadro di un matrimonio dinamico e passionale, lontano dagli stereotipi dell’unione perfetta, dove l’affetto sopravvive proprio grazie alla capacità di lasciarsi e riconciliarsi quotidianamente. La conduttrice, del resto, ha colto la palla al balzo lanciando un appello ironico proprio alla Chiatti.

La paternità come priorità assoluta: “Non lavoro quando ci sono le partite”

Nonostante la carriera (ricordando che da bambino il suo sogno fosse fare il pilota di aerei e non l’attore, considerato inizialmente solo un “piano B”) lo impegni su set spesso distanti da casa, Marco Bocci ha ribadito con forza il concetto che la famiglia viene prima di tutto. “Essere padre e marito è complicatissimo”, ha ammesso, sottolineando come non esista una formula prestabilita per crescere dei figli, ma piuttosto un’intuizione quotidiana fatta anche di errori. A riprova di questo legame viscerale, l’attore ha svelato una regola ferrea che si impone con i produttori: quando i suoi bambini scendono in campo per una partita di calcio, lui semplicemente non lavora. Una scelta radicale, che lo vede rinunciare a ingaggi pur di non perdersi quei momenti. Vivendo con loro un rapporto giocoso e divertente, Bocci ha trovato nella figura paterna non solo una responsabilità, ma una fonte inesauribile di gioia e stabilità, bilanciando le difficoltà della memoria a breve termine con la solidità delle emozioni del presente.

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