Ryanair scommette sugli scali minori dopo l'abolizione della tassa di imbarco
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Redazione Economia
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L'abolizione della cosiddetta council tax, l'addizionale comunale di sei euro e cinquanta che gravava su ogni passeggero in partenza dagli aeroporti minori dell'Emilia-Romagna, produce i suoi primi effetti concreti in tempi sorprendentemente rapidi. Ryanair, la compagnia aerea low cost che più di altre aveva criticato il balzello, ha infatti annunciato un potenziamento dell'offerta proprio negli scali di Parma, Rimini e Forlì, dove dal primo gennaio il tributo non è più applicato. "Risponderemo a breve con nuove rotte e un numero ancora maggiore di posti a basso costo", ha dichiarato Jason McGuinness, responsabile commerciale del vettore, il quale, senza troppi giri di parole, ha legato la decisione alla misura fiscale voluta dalla Regione. Una mossa, questa, che segna una netta inversione di tendenza dopo anni in cui la tassa era stata indicata come un freno allo sviluppo dei collegamenti.
Una scelta strategica per potenziare i collegamenti regionali
La risposta di Ryanair, che si concretizzerà nell'apertura di nuove tratte e nell'aumento della frequenza dei voli, appare dunque come una diretta conseguenza della manovra regionale, finalizzata a riequilibrare la competitività tra gli aeroporti del territorio. Mentre lo scalo di Bologna, dove la tassa rimane attiva, resta escluso da questi piani di espansione, i terminal più piccoli ricevono un impulso significativo, destinato a riverberarsi sull'intera economia locale. L'amministrazione comunale di Forlì, per esempio, ha già colto il segnale, definendolo un importante stimolo per i flussi turistici e manifestando la volontà di aprire un dialogo con la compagnia per illustrare le attività di promozione in programma. Si delinea, in sostanza, una strategia che punta a valorizzare le potenzialità dei nodi minori, i quali, liberati da un onere che ne limitava l'attrattiva per le compagnie, possono ora ambire a un ruolo più dinamico nel panorama dei trasporti.
Le ricadute economiche sul tessuto turistico e ricettivo
Le implicazioni di questa scelta, come sottolineato dall'entusiasmo delle istituzioni locali, vanno ben oltre la mera offerta di trasporto. L'aumento dei posti disponibili a tariffe contenute, infatti, è destinato ad avere un impatto tangibile sul settore ricettivo e commerciale di aree che fondano una parte consistente della propria economia sul turismo. Un potenziale incremento dei passeggeri in arrivo, favorito dai prezzi competitivi, potrebbe tradursi in una maggiore occupazione alberghiera e in un incremento della spesa nei territori di destinazione, dalla Riviera romagnola alle città d'arte dell'entroterra. Alcuni di essi, come dimostrano i dati sulla tassa di soggiorno che in alcuni casi hanno già superato i valori dell'intero anno precedente, stanno vivendo una fase di forte ripresa, sulla quale il potenziamento dei collegamenti aerei potrebbe innestarsi in maniera virtuosa.
Il dialogo tra pubblico e privato per lo sviluppo del territorio
L'annuncio di Ryanair, peraltro, non arriva isolato ma si inserisce in un contesto di rinnovata collaborazione tra soggetti pubblici e operatori privati, come testimonia la disponibilità del Comune di Forlì a confrontarsi direttamente con i vertici della compagnia insieme alla società di gestione aeroportuale. Questo approccio, che va oltre la semplice leva fiscale, indica una volontà di costruire progettualità comuni per la promozione del territorio, puntando su attività di marketing mirate a intercettare la domanda internazionale. La sinergia tra la riduzione dei costi per le compagnie e un'azione promozionale coordinata potrebbe quindi innescare un circolo positivo, attirando nuovi investimenti e consolidando la posizione di questi scali come gateway per un'ampia fetta di Emilia-Romagna, con benefici che potrebbero estendersi anche alle attività produttive e commerciali legate agli arrivi.




