Achille Polonara e il peso di una rinuncia: “Non riuscivo a palleggiare con la destra”
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Redazione Sport
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A meno di ventiquattr’ore da quella lettera social che aveva gelato i tifosi, Achille Polonara – davanti ai microfoni di Sky Sport – ha voluto ricomporre il puzzle della sua decisione più difficile. Il Corpo, si sa, spesso parla prima della mente, e nel caso dell’ex ala azzurra è stato proprio un gesto tecnico semplice a urlare la verità, quella che nemmeno un lungo calvario clinico era riuscito a zittire: l’incapacità di palleggiare con la mano destra. “Avevo iniziato ad allenarmi a gennaio da un punto di vista fisico – ha spiegato – poi ho preso la palla in mano e ho capito che non sarei tornato quello di prima”. Per un giocatore che ha calcato i parquet di Eurolega, vincendo scudetti in quattro nazioni diverse (Italia, Spagna, Turchia e Lituania) e toccando l’apice con la Nazionale alle Olimpiadi di Tokyo -9-10, ammettere un limite così elementare ha il sapore amaro di una resa necessaria.
La malattia, il coma e la rinascita mancata
Polonara non portava la canotta da gara da quasi un anno, un’assenza che affonda le radici in una sequenza di eventi medici drammatici. Dopo aver superato un tumore testicolare nel 2023, era stato colpito da una leucemia mieloide acuta nel giugno del 2025, una patologia aggressiva che lo ha costretto a un trapianto di midollo osseo. Il post-operatorio, complicato da una trombosi venosa, lo ha tenuto in coma farmacologico per dieci giorni, un periodo che avrebbe piegato qualunque atleta. Eppure, appena le condizioni glielo hanno permesso – inizialmente ad Avellino, dove ha trovato una società disposta ad aiutarlo – ha ripreso a sudare, cercando quella “normalità” fatta di borse da allenamento e tiri in un parco. “Non ho più 20 anni, ho avuto due patologie importanti: non aveva senso rischiare”, ha ribadito, chiudendo la porta a qualsiasi tentativo di recupero in extremis.
“Ho spiazzato anche mia moglie”: la sorpresa di una scelta meditata
Nonostante alcune voci lasciassero presagire un epilogo simile, la comunicazione ufficiale del ritiro – avvenuta con un post social nella serata del 4 maggio – ha avuto l’effetto di un fulmine a ciel sereno. “Con il post ho spiazzato un po’ tutti, persino mia moglie! – ha ammesso il diretto interessato – Anche se era nell’aria”. Una frase incidentale che racchiude tutta la complessità di queste ore: da un lato la consapevolezza intima di un che non risponde più come vorrebbe, dall’altro la fatica di trasformare quel dolore privato in un annuncio pubblico. La sua carriera, costellata di 94 presenze in Nazionale e soprannomi affettuosi come “PolonAir”, gli imponeva però un rispetto quasi sacrale verso il pubblico: meglio un addio netto, da uomo in piedi, che un declino lento e imbarazzante sulle seconde linee italiane.
Il futuro? “Mi piacerebbe restare nel mondo del basket”
Se la mano destra non risponde più come un tempo, lo stesso non si può dire della testa e della passione. Polonara ha infatti lasciato intendere che la sua storia con la palla a spicchi potrebbe non essere finita del tutto, seppur vestendo altri panni. “Ho legato tanto con alcuni dei miei compagni – ha raccontato, citando nomi come Belinelli e Pajola – La loro vicinanza è stata importante, sono venuti a trovarmi anche quando ero in coma”. Un capitale umano e tecnico che l’ex giocatore della Virtus Bologna non vuole disperdere. “Mi piacerebbe rimanere nel basket, penso a una carriera da allenatore: non ci avevo mai pensato, ma è un’idea”, ha confessato. Una prospettiva che trasforma quello che poteva sembrare un epilogo triste nella semplice chiusura di un capitolo, per aprirne subito un altro, fatto di tattica e leadership da dietro le quinte.
Description: Achille Polonara annuncia il ritiro dal basket a 34 anni dopo la lotta contro la leucemia: “Non riuscivo a palleggiare con la destra”.




