Giro d’Italia, Narvaez beffa tutti in volata a Cosenza e Ciccone si prende la maglia rosa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è stata neppure l’ombra di un velocista puro, giovedì pomeriggio, lungo il tracciato che da Catanzaro conduceva a Cosenza per la quarta tappa del Giro d’Italia 2026. Eppure, il finale è stato ugualmente esplosivo. A spuntarla, in una volata ristretta e tatticamente complessa, è stato Jhonatan Narvaez: l’ecuadoriano ha piazzato una progressione poderosa, riuscendo a precedere il venezuelano Orluis Aular della Movistar. Una beffa costruita sui saliscendi calabresi, dove il forcing della squadra spagnola sull’unica asperità di giornata – il valico di Cozzo Tunno – ha letteralmente fatto saltare il banco, spazzando via ogni velleità dei passisti puri.

La prima tappa italiana regala un podio inedito

Dopo il trasferimento dalla Bulgaria, dove si era disputata la grande partenza, la carovana rosa ha finalmente messo piede sul suolo nazionale. E la Calabria, occorre dirlo, ha subito offerto uno spettacolo ruvido e imprevedibile. Nessuno si aspettava un epilogo così caotico, ma il giorno di riposo – si sa – talvolta rigenera le gambe e altre volte scombussola le gerarchie. A farne le spese è stato Guillermo Silva, il precedente leader della classifica generale, finito in crisi proprio sulla rampa decisiva e definitivamente uscito di scena. Narvaez, che accusava già un ritardo di oltre cinque minuti prima della partenza, ha saputo sfruttare l’occasione senza doversi preoccupare della maglia rosa: un lusso che gli ha concesso di attaccare con libertà.

Ciccone, terzo al traguardo, diventa il nuovo leader

Se la vittoria di tappa porta la firma dell’ecuadoriano, la notizia più significativa per il pubblico di casa è un’altra. Giulio Ciccone, l’abruzzese della Lidl-Trek, ha chiuso al terzo posto sull’arrivo di Cosenza, ma gli abbuoni conquistati sia al traguardo sia al cosiddetto chilometro Red Bull gli sono valsi il salto in cima alla classifica. Da oggi, con quattro secondi di vantaggio sullo svizzero Jan Christen (Uae Emirates Xrg), Ciccone è la nuova maglia rosa del Giro d’Italia 109. Un risultato che l’azzurro inseguiva da tempo: voleva essere protagonista di questa edizione, e il sogno – per ora – si sta realizzando. Attenzione però: l’uomo di classifica più solido rimane Derek Gee, anche se in casa Lidl-Trek cominciano a vedere in Ciccone una mina vagante capace di infastidire persino Jonas Vingegaard, il grande favorito per il successo finale.

Eventi, identità territoriale e il ritorno di un marchio iconico

Ci sono manifestazioni che attraversano semplicemente il Paese e altre che ne rappresentano l’identità più profonda: il Giro d’Italia appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La Calabria, in questa quarta tappa, ne è stata testimone attiva. E al fianco della Corsa Rosa, anche per il 2026, è tornato un partner storico come Vecchio Amaro del Capo, il brand iconico del Gruppo Caffo 1915 che rinnova la propria presenza lungo 21 tappe e oltre 3.459 chilometri di passione e sacrificio. Domani, intanto, la carovana ripartirà da Praia a Mare per affrontare la quinta frazione di 203 chilometri, con arrivo a Potenza. Ciccone proverà a difendere il simbolo del primato, Narvaez a ripetere l’impresa, e il resto del plotone a ricompattarsi dopo la scossa calabrese.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.