Settimana nera per il tech, Milano chiude a 0,2% mentre i bond fanno da rifugio
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Redazione Economia
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Si chiude una settimana di forte tribolazione per il comparto tecnologico, mentre il resto del mercato azionario riesce a mettere insieme un bilancio positivo, sostenuto dalla rotazione verso i settori più difensivi e dal ritorno degli acquisti sui titoli di Stato. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha archiviato le cinque sedute con un progresso dello 0,2%, chiudendo venerdì a 49.857 punti grazie a un rialzo dello 0,93% nell'ultima giornata, con tre sedute positive che hanno più che compensato le due in territorio negativo.
Il termometro di Seul e il crollo dei semiconduttori
È la Borsa di Seul a raccontare meglio di qualsiasi altra piazza la violenza delle vendite che hanno colpito il settore. Il Kospi ha perso il 7,57% in una sola seduta, giovedì, trascinato dal tonfo dei grandi produttori di chip: Samsung Electronics ha ceduto il 9,48% e SK hynix l'11,06%, in un contesto segnato dai timori sulla sostenibilità degli investimenti legati all'intelligenza artificiale e dalle aspettative di nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
La Korea Exchange è stata costretta ad attivare il sidecar di vendita e, successivamente, un coupe-circuit che ha sospeso le contrattazioni per venti minuti, a testimonianza di una pressione difficilmente contenibile.
Wall Street divisa e il rifugio obbligazionario
Oltreoceano la settimana si è chiusa con esiti opposti per i due principali listini. Il Nasdaq ha perso il 4,5% su base settimanale, con un ribasso del 2,1% venerdì, mentre il Dow Jones ha guadagnato lo 0,7% nell'arco delle cinque sedute, pur chiudendo l'ultima giornata in calo dello 0,3%.
La fuga dal rischio tecnologico ha avuto come contropartita un movimento opposto sul mercato obbligazionario: i Treasury statunitensi hanno registrato la migliore settimana da febbraio, con il rendimento del decennale sceso al 5,1% dopo aver superato nelle sedute precedenti i massimi dal 2002, sopra il 5,3%.
Le vittime illustri a Piazza Affari
Sul listino milanese il conto più salato è stato presentato dai titoli legati all'hardware e alle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Technoprobe ha perso il 22,4% nell'arco della settimana, mentre STMicroelectronics e Prysmian hanno lasciato sul terreno rispettivamente l'11,6% e l'11,2%. A compensare parzialmente queste perdite sono stati i settori tradizionalmente meno sensibili al ciclo tecnologico: Campari ha guadagnato l'8,7% e Brunello Cucinelli l'8,3%, quest'ultimo premiato da un nuovo rialzo delle stime per il 2026.
Il quadro europeo e il costo del denaro
Le altre principali piazze del continente hanno chiuso la settimana con performance migliori rispetto a Milano: Parigi ha guadagnato il 2%, Francoforte il 2,1%, Madrid l'1,5% e Londra il 3,1%, mentre Amsterdam si è fermata all'1,1%. Il recupero dell'obbligazionario ha offerto sollievo anche ai titoli di Stato italiani, con il rendimento del Btp decennale sceso al 4,50% dal 4,59% precedente, e quello del Bund tedesco al 3,43% dal 3,49%.
Nel complesso, l'indice tecnologico europeo ha perso il 3,4% settimanale, mentre il comparto alimentare e delle bevande ha guadagnato il 7,6%, a conferma di una rotazione che ha premiato la vecchia economia a scapito dei titoli growth.
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