Alysa Liu, la regina ribelle del ghiaccio che scala l’Everest e si fa i piercing da sola

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’inno alla gioia, a Milano, lo ha scritto Alysa Liu, ma al posto della nona di Beethoven, nella sua Milano Ice Skating Arena, hanno risuonato le note di Donna Summer, regina della disco music anni Settanta. La ventenne di Clovis, in California, ha vinto la medaglia d’oro nel pattinaggio di figura femminile, regalando agli Stati Uniti un Titolo che mancava dai tempi di Sarah Hughes nel lontano 2002, ma il vero messaggio, quello che resterà scolpito nella memoria collettiva al di là del punteggio e delle difficoltà tecniche degli elementi, risiede nel modo in cui ha conquistato il gradino più alto del podio -4. Le sue avversarie, maledettamente concentrate, mettevano in fila axel e toeloop con una grazia quasi algida, calandosi in una perfezione formale che lasciava poco spazio all’estroversione. Nessuna, però, rideva come lei. Alysa Liu ha sorriso prima, durante e dopo il suo esercizio libero, trasmettendo una gioia genuina che ha contagiato il pubblico e, presumibilmente, ha fatto la differenza agli occhi dei giudici -8-10.

La genesi di un’estetica ribelle, tra piercing fai-da-te e sette ore di lavoro in salone

Il suo sorriso, peraltro, sfoggia un dettaglio non convenzionale che sta facendo il giro del web: un piercing al frenulo labiale, il cosiddetto “smiley”, che lei, con sorprendente nonchalance, ha rivelato di essersi praticata da sola. In un’intervista, la neo campionessa olimpica ha raccontato di essersi messa davanti allo specchio, ago alla mano, con l’aiuto di sua sorella che le teneva sollevato il labbro, e di aver infilato il gioiello nella sottile mucosa, una pratica, questa del piercing autonomo, che aveva già sperimentato in passato per ragioni economiche, ma anche, ha confessato, per una maggiore fiducia nella propria manualità rispetto a quella di un professionista -3-9. Un’estetica ribelle e personale, che trova il suo contraltare anche nella celeberrima chioma a strisce bionde e castane, definite halo hair, e che richiamano la crescita annuale degli anelli di un albero: ogni striscia rappresenta un anno della sua vita, una sorta di diario esistenziale scolpito nei capelli che lei stessa, in parte, si tinge da tempo -7.

A rendere ancora più iconico quel look, contribuendo a creare l’immagine della campionessa che il mondo ha visto esultare sul ghiaccio, c’è stato però il lavoro certosino di mani esperte. Christian Broccoli, uno dei tre fratelli titolari del salone Jenny B Milano di via Anfossi, ha raccontato le sette ore trascorse con la pattinatrice per preparare i suoi capelli alla vigilia della gara. Le sue mani, la sua esperienza, hanno dato vita alla chioma più celebrata di questi Giochi, perfezionando quel mix di biondo platino e castano che, come un’aura, ha incorniciato la sua performance -2. “Sette ore di lavoro prima della gara”, ha spiegato il parrucchiere, sottolineando l’importanza di ogni dettaglio per un’atleta che, in fondo, dell’estetica dichiara di non curarsi poi molto, ma che proprio da questa apparente noncuranza trae il suo fascino magnetico. Il suo “non me ne frega niente”, diventato virale, è il motore di un’ossessione collettiva: la sua spontaneità, amplificata dall’aura “figaggine” che impazza su TikTok e dalla scelta di un brano come MacArthur Park Suite di Donna Summer, hanno contribuito a costruire un personaggio autentico e lontano dagli stereotipi del pattinaggio -1-8.

Il verdetto della gara e il trionfo americano dopo ventiquattro anni

La competizione, in realtà, si è chiusa come era cominciata qualche giorno prima con il team event, ovvero con un testa a testa serratissimo tra Stati Uniti e Giappone. Alysa Liu, partita dalla terza posizione dopo il programma corto alle spalle delle nipponiche, ha piazzato un libero da 150.20 punti, il migliore della sua stagione, scatenando l’entusiasmo del pubblico. L’ultimo pattinatore a esibirsi, e ultimo ostacolo verso l’oro, era la giovanissima Ami Nakai, diciassettenne giapponese alla sua prima Olimpiade, che con un triplo axel aveva fatto sognare il Sol Levante -1-4. Quando il punteggio di Nakai, un 140.45, è apparso sul tabellone, decretando per lei il bronzo e per Liu l’oro, la reazione della californiana è stata istantanea e genuina: si è alzata di scatto, è corsa ad abbracciare la rivale, riconoscendone il valore e la tensione del momento, un gesto di sportività che ha commosso i presenti e scatenato una valanga di messaggi di stima sui social network -4-6. La veterana Kaori Sakamoto, con la sua eleganza, ha chiuso in argento, completando un podio a stelle e strisce e sol levante, con la statunitense al centro, a spezzare l’egemonia nipponica che sembrava poter dominare la gara. Una vittoria, quella di Alysa Liu, che arriva dopo un ritiro nel 2022 e un ritorno trionfale, culminato con il titolo iridato nel 2025 e, ora, con l’oro olimpico -1-10.

Description: Alysa Liu vince l'oro olimpico a Milano Cortina 2026 con uno stile inconfondibile: il piercing fai-da-te, i capelli a strisce e la gioia travolgente sulle note di Donna Summer.

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