Marilyn Manson ospite in un convento a Ferrara, il sindaco Fabbri annuncia la “provocazione”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sarà un convento di clausura, quello che ospiterà il cantante Marilyn Manson durante la sua tappa ferrarese dell’11 luglio. A rivelarlo, quasi come un colpo di scena destinato a far discutere, è stato direttamente il primo cittadino leghista Alan Fabbri, intervenuto ai microfoni di Radio Radio. Il rocker, il cui vero nome è Brian Hugh Warner, costruisce da decenni una carriera basata su un immaginario satanico e anticlericale, e proprio per questo la notizia della sua permanenza tra le mura di un istituto religioso assume i contorni di un paradosso più unico che raro. Il sindaco, nel corso dell’intervista originariamente dedicata ad altri temi di cronaca amministrativa, non ha resistito alla tentazione di rilanciare l’indiscrezione, utilizzandola come una frecciata polemica nei confronti di altre iniziative culturali “progressiste”.
Il “maledetto” e la Bibbia bruciata
Manson, lo si ricorderà, ha fatto della trasgressione religiosa il suo marchio di fabbrica: in passato, durante i suoi live, ha più volte bruciato pagine della Bibbia, un gesto che eseguiva quasi sempre in concomitanza con l’esecuzione del brano simbolo “Antichrist Superstar”. Quel pezzo, che diede il titolo al suo disco di svolta del 1996, rappresentò una vera e propria dichiarazione di guerra all’America moralista e alle sue radici cristiane. Da allora, l’artista – che alterna momenti di teatralità estrema a fasi più riflessive – non ha mai sconfessato quell’approccio, continuando a utilizzare simboli e liturgie rovesciate come parte integrante del suo spettacolo. Di qui lo stupore, quasi divertito, del primo cittadino estense, il quale ha sottolineato come proprio quell’uomo, “maledetto” agli occhi dei benpensanti, trascorrerà le ore precedenti il concerto in un ambiente sacro per definizione.
La dichiarazione del sindaco Fabbri
“Se proprio vogliamo parlare di qualcosa di straordinario e progressista – ha dichiarato Fabbri, con una punta di ironia tagliente – possiamo dire che a Ferrara proprio Marilyn Manson sarà ospitato dalle suore, in un convento”. L’annuncio, calato in un dibattito più ampio su dj set e iniziative culturali promosse da altre amministrazioni, ha subito catalizzato l’attenzione. Il sindaco non ha fornito ulteriori dettagli sul nome della congregazione religiosa né sulle modalità logistiche dell’ospitalità, limitandosi a confermare il dato di fatto. La notizia, comunque, viaggia già a grande velocità sui circuiti informali, mescolando curiosità mondana e riflessioni più profonde su quanto sia labile il confine tra una provocazione artistica – quella di Manson – e la capacità di una comunità religiosa di offrire un tetto senza pregiudizi, almeno a quanto pare.
Un cortocircuito annunciato
Che l’interprete di “The Beautiful People” abbia scelto Ferrara come tappa del suo tour non sorprende; sorprende, semmai, la soluzione abitativa trovata per lui. Il rocker, che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con diverse accuse e con una parabola discografica altalenante, resta comunque un’icona capace di spiazzare. Ospitarlo tra le suore, in una città come Ferrara dal forte retaggio storico e religioso, rappresenta l’ennesimo cortocircuito di una carriera costruita sugli eccessi. Né l’artista né lo staff hanno ancora commentato ufficialmente la scelta, ma appare chiaro che il gesto – voluto o casuale che sia – finirà per alimentare quella stessa ambiguità su cui Manson ha sempre fatto leva. Per il pubblico, l’immagine di chi ha bruciato la Bibbia che si prepara al concerto in un convento rimarrà a lungo sospesa tra il ridicolo e il sublime.




