Venezia, il comitato "No Space for Bezos" prepara la protesta contro il matrimonio del fondatore di Amazon
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Redazione Economia
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Mentre Jeff Bezos, presidente di Amazon e uno degli uomini più ricchi del mondo, si prepara a sposare Lauren Sánchez tra il 26 e il 28 giugno nella chiesa dell’Abbazia della Misericordia, a Venezia si organizza la resistenza. Tommaso Cacciari, attivista noto per le sue battaglie in difesa della laguna, guida il comitato “No Space for Bezos”, che promette di bloccare l’accesso alla cerimonia. «Venezia non è una pista da ballo», ha dichiarato, sottolineando come la città, già soffocata dal turismo di massa, rischi di trasformarsi in un palcoscenico per élite globali.
Figlio d’arte – suo nonno è Massimo Cacciari, filosofo e ex sindaco della città –, Tommaso incarna una delle voci più critiche verso un modello di sviluppo che, secondo lui, svende l’identità veneziana. «Ha trasformato la città in un dancefloor», ha aggiunto, riferendosi non solo all’evento in sé ma a una tendenza che vede Venezia sempre più preda del lusso effimero. Le nozze, che ospiteranno personaggi come Oprah Winfrey, Mick Jagger, Lady Gaga e Ivanka Trump, figlia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sono diventate il simbolo di una disparità inaccettabile per chi vive la città giorno dopo giorno.
Alla protesta hanno aderito anche Anpi e gruppi no global, pronti a boicottare quello che considerano uno sfoggio di potere economico in un luogo già fragile. La scelta di Venezia come cornice, del resto, non è casuale: da anni la città è al centro di polemiche per il suo progressivo svuotamento, con residenti costretti a lasciare le proprie case a favore di hotel e residence di lusso.




