Caso Minetti, la testimone ritratta le accuse e riapre il dibattito
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il caso Minetti torna al centro dell’attenzione dopo la dichiarazione giurata con cui una massaggiatrice uruguaiana ha smentito ogni coinvolgimento di Nicole Minetti nei presunti festini avvenuti in Uruguay. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura generale di Milano e riportano in primo piano una vicenda che negli ultimi mesi ha alimentato un intenso dibattito mediatico. La donna sostiene che le sue parole sarebbero state distorte e afferma inoltre di non aver mai autorizzato l’utilizzo del proprio nome, un passaggio che modifica il quadro delle dichiarazioni attribuitele e che riaccende il confronto sulle ricostruzioni circolate finora.
La dichiarazione della massaggiatrice e il nuovo passaggio giudiziario
Al centro della vicenda c’è Graciela Mabel De Los Santos Torres, indicata come la massaggiatrice uruguaiana le cui dichiarazioni erano state richiamate nelle ricostruzioni relative ai presunti party nel ranch “Gin Tonic” di Punta del Este. Secondo quanto emerge dagli atti depositati ufficialmente, la donna nega qualsiasi coinvolgimento di Nicole Minetti nei fatti contestati e sostiene che le sue parole non sarebbero state riportate correttamente. La documentazione trasmessa alla Procura generale di Milano introduce quindi una versione differente rispetto a quella che aveva contribuito ad alimentare il caso mediatico, aprendo una nuova fase di attenzione attorno alla vicenda.
Nel racconto riportato, la donna viene descritta nel suo appartamento di Punta del Este, situato di fronte al Governatorato, mentre vive una situazione di forte preoccupazione. Il riferimento è alle dichiarazioni di Giuseppe Cipriani sulla grazia concessa a Nicole Minetti e ai presunti party con escort, elementi che avrebbero contribuito a creare un clima di crescente esposizione pubblica. In questo contesto si inserisce la scelta di formalizzare una dichiarazione giurata, attraverso la quale la massaggiatrice prende le distanze dalle accuse e contesta il modo in cui il proprio nome sarebbe stato utilizzato all’interno della narrazione del caso.




