Caso Minetti, la massaggiatrice ritratta: “Mai visti i festini”
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Redazione Interno
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Graciela Mabel De Los Santos, la cittadina uruguaiana che aveva gettato luce – o meglio, ombra – sui presunti festini nella villa di Punta del Este abitata da Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti, ha formalmente ritrattato le proprie accuse. Con un atto di quattro pagine, sottoscritto davanti a un notaio nella città di Maldonado lo scorso 29 maggio, la donna ha infatti dichiarato di non aver mai assistito ad alcuna attività riconducibile alla prostituzione o allo sfruttamento della sessualità altrui all’interno della tenuta nota come “Gin Tonic”.
La ritrattazione, che giunge a conclusione di un’istruttoria già archiviata dalla Procura Generale di Milano, rappresenta un ribaltamento sostanziale rispetto alle interviste rilasciate nelle settimane precedenti, quelle stesse dichiarazioni che avevano alimentato un vivace dibattito politico e mediatico sulla legittimà della grazia concessa all’ex consigliera regionale.
Il documento notarile e la smentita delle rivelazioni
Nella dichiarazione giurata – che è stata prontamente trasmessa dall’Interpol alle autorità italiane e quindi girata al Quirinale – la massaggiatrice afferma con precisione: "Nel periodo in cui ho lavorato nella residenza ‘Gin Tonic’ non ho mai visto che la signora Minetti fosse coinvolta in una presunta operazione destinata a reperire, attirare, assoldare o indurre a coinvolgere prostitute".
La donna, assistita dal proprio legale, ha inoltre sostenuto che il senso delle risposte fornite in precedenza sia stato "distorto" dalla stampa, aggiungendo di non aver mai autorizzato la pubblicazione del proprio nome. Questo atto, che arriva a ridosso della chiusura ufficiale delle verifiche disposte dal Capo dello Stato, conferma quindi le conclusioni raggiunte autonomamente dai magistrati milanesi, secondo cui le notizie di stampa alla base dei nuovi accertamenti non trovavano alcun riscontro concreto.
Gli accertamenti della procura e la conferma della grazia
L’intera vicenda affonda le sue radici nei mesi scorsi, quando alcune inchieste giornalistiche – in particolare quelle firmate dal Fatto Quotidiano – avevano messo in dubbio i presupposti della grazia firmata a febbraio da Sergio Mattarella. I dubbi riguardavano principalmente due aspetti: l’effettivo cambiamento dello stile di vita della Minetti (condannata in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione e peculato) e la situazione del minore adottato dalla coppia in Uruguay.
A seguito della bufera mediatica, il Quirinale aveva chiesto al Ministero della Giustizia di disporre accertamenti straordinari, demandati poi alla Procura Generale di Milano. Quest’ultima, avvalendosi anche della collaborazione dell’Interpol, ha però stabilito che i fatti raccontati dalla stampa "non corrispondono al vero". Con una nota ufficiale, il Colle ha quindi preso atto del lavoro dei magistrati, ribadendo la propria fiducia nell’operato della magistratura e chiudendo di fatto il caso sul piano giudiziario.
Le conseguenze sul fronte mediatico e legale
Se dal punto di vista penale e amministrativo la vicenda della grazia può dunque dirsi risolta – come dichiarato nei giorni scorsi anche dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio – il versante risarcitorio è appena stato apert. I legali di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani, infatti, hanno già annunciato azioni giudiziarie mirate a ottenere il risarcimento dei danni reputazionali subiti. Nel mirino finirebbero oltre cinquanta articoli pubblicati dal Fatto Quotidiano (anche online) e le trasmissioni televisive "È sempre Cartabianca" e "Report".
Secondo quanto riportato da alcune agenzie, una delle richieste presentate negli Stati Uniti ammonterebbe a 250 milioni di dollari, parametrata sull’ipotetico calo di fatturato del gruppo imprenditoriale di Cipriani a causa delle notizie ritenute infondate.
La ritrattazione della massaggiatrice, in questo contesto, rappresenta quindi una prova documentale di notevole peso per la coppia, sebbene la donna – come emerso da alcune indiscrezioni – avesse già manifestato segni di incertezza in una precedente intervista a una tv uruguaiana, dichiarando di avere "molta paura di parlare" poiché le sue parole erano state distorte.




