Caso Minetti, la teste ritratta le sue rivelazioni: “Mai visto festini”
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Redazione Interno
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Gabriela Mabel De Los Santos, la massaggiatrice uruguaiana che – dopo aver lavorato nella tenuta di Giuseppe Cipriani a Punta del Este – aveva sostenuto di essere stata testimone di presunti festini coinvolgenti Nicole Minetti, ha improvvisamente cambiato versione. Lo ha fatto davanti a un notaio in Uruguay, sottoscrivendo una dichiarazione giurata in quattro pagine, nella quale afferma di non sapere nulla di ciò che avveniva all’interno del ranch.
La donna, che in precedenza aveva rilasciato una lunga intervista corredata da messaggi e fotografie, sostiene ora che le sue dichiarazioni siano state distorte dai media, negando ogni coinvolgimento diretto della Minetti in presunti incontri a luci rosse.
La genesi delle accuse e il successivo dietrofront
Inizialmente, le sue rivelazioni – affidate a un quotidiano nazionale – avevano alimentato un vivace dibattito politico-giudiziario, mettendo in dubbio i presupposti stessi della grazia concessa a Minetti dal presidente Mattarella. La massaggiatrice aveva parlato di un clima ambiguo, descrivendo la presenza di ragazze e movimenti sospetti nella villa sudamericana. Tuttavia, dopo aver scoperto dalle agenzie di stampa che la Procura generale di Milano, impegnata nelle verifiche istruttorie, non intendeva formalmente ascoltarla, la donna si è sentita “lasciata sola”.
A nulla sono valse le sue richieste di essere sentita dai magistrati italiani, un’istanza rimasta inascoltata e che ha preceduto di poco il clamoroso ripensamento.
Il ruolo della Procura generale e le verifiche istruttorie
Il documento, depositato nei giorni scorsi in Italia, è stato acquisito agli atti della Procura generale di Milano a istruttoria conclusa. I magistrati milanesi, come reso noto dal procuratore generale Francesca Nanni e dal sostituto Gaetano Brusa, avevano comunque già manifestato perplessità sulla possibilità di utilizzare quelle accuse, dato che la procedura di verifica dei presupposti della grazia non è un procedimento penale classico, ma piuttosto una valutazione para-amministrativa.
Per questo, invece di avviare una rogatoria internazionale – ritenuta improponibile in questa fase – si erano affidati a verifiche più informali tramite Interpol. Il guardasigilli Nordio, interpellato sull’evolversi della vicenda, ha dichiarato che il caso può ormai considerarsi risolto, visto che la presunta prova regina dell’accusa è venuta meno con un atto notarile.
La pressione social e le conseguenze nella tenuta
Dietro il dietrofront della donna – che nel ranch aveva interrotto il rapporto di lavoro in maniera burrascosa – pesa anche il clima di tensione generato sui social network in Uruguay. In una recente apparizione televisiva, la massaggiatrice aveva confessato di avere “molta paura di parlare” e di essere stata bersaglio di una valanga di commenti crudeli che l’hanno indotta a cancellare i propri profili.
“La maggior parte delle cose che sono state dette non stanno davvero così”, aveva dichiarato in quell’occasione, ammettendo l’esistenza di feste ma ritirando gran parte delle accuse più pesanti nei confronti della coppia Cipriani-Minetti. La dichiarazione giurata siglata davanti al notaio rappresenta dunque l’atto formale di una ritrattazione totale, che chiude di fatto uno dei capitoli più intricati legati alla grazia presidenziale.




