Metalmeccanici, rottura delle trattative, annunciato sciopero
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Redazione Interno
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Le trattative per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, che coinvolge circa 1,6 milioni di lavoratori, si sono concluse con un nulla di fatto. Le delegazioni sindacali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm, dopo aver respinto la proposta formulata da Federmeccanica e Assistal lo scorso 10 ottobre, hanno proclamato uno sciopero nazionale di otto ore, articolato su base territoriale, da effettuarsi a partire dalla prossima settimana. La proposta degli industriali, che prevedeva un aumento salariale di 173 euro in quattro anni, è stata giudicata insufficiente rispetto alla richiesta sindacale di 280 euro in tre anni.
In Lombardia, dove i metalmeccanici sono circa 650 mila, di cui 400 mila sotto contratto Federmeccanica, la situazione è particolarmente tesa. Le aziende, che mediamente occupano 50 dipendenti, si trovano ora a dover affrontare un periodo di agitazione che potrebbe avere ripercussioni significative sulla produzione. Le assemblee nei luoghi di lavoro sono già state annunciate, e il blocco delle flessibilità e degli straordinari è stato confermato.
Il segretario della Fiom Lombardia, Antonio Castagnoli, ha espresso il suo disappunto per la distanza tra le parti, sottolineando come la proposta degli industriali non tenga conto delle reali esigenze dei lavoratori. La rottura delle trattative è avvenuta al termine dell'ottavo tavolo di confronto, durante il quale le divergenze sulle proposte relative agli aumenti salariali sono emerse in maniera evidente.
La mobilitazione dei lavoratori, che prevede anche il blocco delle flessibilità e degli straordinari, rappresenta una risposta decisa alla proposta ritenuta inadeguata.




