Taglio Irpef, servono 2,5 miliardi per ridurre l'aliquota

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La possibile struttura dell'Irpef 2025, delineata dai primi dati sulle adesioni al concordato preventivo biennale, prevede un "tesoretto" di circa 1,3 miliardi di euro, destinato a un nuovo taglio fiscale. Le ipotesi discusse nei mesi scorsi prospettavano una riduzione di due punti percentuali sull'aliquota del secondo scaglione, ma, secondo una simulazione della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, per realizzare questa misura servirebbero il doppio delle risorse, ovvero 2,5 miliardi. Il taglio dell'Irpef, concentrato sulla classe media, potrebbe portare benefici fino a 627 euro annui per i contribuenti interessati.

Oggi, con la presentazione degli emendamenti al testo del governo, inizia il secondo tempo della manovra di Bilancio. Al di là delle proposte di modifica che arriveranno dai partiti di maggioranza e di opposizione, la vera partita si giocherà su un punto cruciale: un nuovo taglio delle tasse per dipendenti, pensionati e autonomi. Tuttavia, le simulazioni elaborate dalla Cgil e dal Consorzio Nazionale Caaf-Cgil evidenziano un effetto paradossale della legge di Bilancio su alcuni lavoratori italiani: quasi cento euro in meno in busta paga per chi guadagna tra i 15.500 e i 16.500 euro lordi all'anno.

Il governo intende ridurre l'aliquota del secondo scaglione dell'Irpef, ovvero quella del 35% che grava sui redditi tra i 28.000 e i 50.000 euro. Il combinato disposto del taglio del cuneo fiscale e della riduzione dell'aliquota potrebbe portare fino a 627 euro in più annui in busta paga per i lavoratori, i pensionati e gli autonomi della classe media. Tuttavia, resta da vedere se le risorse disponibili saranno sufficienti per coprire l'intero costo della misura, stimato in 2,5 miliardi di euro.

La manovra di Bilancio rappresenta un'opportunità per il governo di ridurre il carico fiscale sulla classe media, ma le risorse necessarie per attuare questa misura sono ancora oggetto di discussione.

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