Morte di Beatrice a Bordighera, il padre potrà sentire le sorelline al telefono

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Maurizio Rao, padre della piccola Beatrice morta a Bordighera il 9 febbraio, potrà tornare a parlare telefonicamente con le altre due figlie minorenni. Il Tribunale per i minorenni di Genova ha autorizzato contatti protetti tra l’uomo, attualmente detenuto nel carcere di Sanremo per una vicenda distinta, e le sorelle maggiori della bambina deceduta. La decisione è stata comunicata dal legale di Rao, Fabio Scaffidi Fonti.

La decisione del tribunale e le modalità dei contatti

Il provvedimento prevede telefonate in forma protetta, con un percorso graduale seguito dagli operatori e dalla psicologa che si occupa delle minori. Le due bambine si trovano ancora in una struttura protetta dopo la morte della sorellina e il procedimento aperto sulla loro situazione familiare. La richiesta di riattivare i rapporti con il padre è arrivata dopo che le minori hanno manifestato il desiderio di recuperare alcuni legami familiari, secondo quanto riferito dai servizi sociali.

Il legale del padre ha spiegato che Rao ha ricevuto la notizia con una forte reazione emotiva, dopo mesi senza contatti con le figlie. La sospensione dei rapporti era intervenuta nel periodo successivo alla tragedia, mentre il Tribunale per i minorenni aveva avviato valutazioni sulla situazione delle due bambine e sulle possibili figure familiari alternative. L’autorizzazione alle telefonate non modifica le precedenti valutazioni sulla responsabilità genitoriale e potrà essere modificata se dovessero emergere elementi di disagio per le minori.

L’inchiesta sulla morte della bambina a Bordighera

La morte di Beatrice ha portato all’arresto della madre Manuela Aiello e del compagno Emanuel Iannuzzi, entrambi accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina. La piccola era stata trovata senza vita nell’abitazione materna e gli accertamenti avevano evidenziato lesioni che hanno fatto scattare l’indagine. La difesa di Maurizio Rao, attraverso l’avvocato Scaffidi Fonti, ha sostenuto che la bambina avrebbe potuto essere salvata se i soccorsi fossero stati chiamati tempestivamente, ipotesi che potrebbe incidere sulla contestazione penale secondo il legale.

Nel procedimento sono emersi anche gli interrogativi sulle ricostruzioni fornite dalla madre e dal compagno nelle prime fasi dell’indagine. Gli investigatori hanno analizzato le circostanze che hanno preceduto il decesso e gli elementi raccolti nell’abitazione di Bordighera. La posizione degli indagati resta affidata agli sviluppi del procedimento giudiziario, nel quale dovranno essere accertate eventuali responsabilità individuali.

Il percorso giudiziario per le due sorelle di Beatrice

Il Tribunale per i minorenni aveva sospeso la potestà genitoriale dei genitori e aperto un procedimento relativo alla situazione delle due sorelle maggiori. I servizi sociali sono stati incaricati di verificare la presenza di eventuali figure di riferimento all’interno della famiglia allargata, tra nonni, zii e altri parenti. La nuova autorizzazione rappresenta un passaggio specifico all’interno di questo percorso, limitato ai contatti telefonici protetti tra padre e figlie.

L’avvocato di Rao ha inoltre chiesto che il padre possa partecipare all’audizione protetta delle bambine prevista nell’ambito degli accertamenti giudiziari. L’ascolto delle minori è previsto a Genova e rientra nelle attività dedicate alla raccolta delle loro dichiarazioni in un contesto tutelato.

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