La morte di Beatrice a Bordighera, madre e compagno davanti al giudice mercoledì
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Redazione Interno
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Si terranno dopodomani, mercoledì 3 giugno, gli interrogatori di garanzia per Emanuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi, rispettivamente madre e compagno della piccola Beatrice, la bimba di due anni trovata senza vita lo scorso 9 febbraio nell’abitazione di Bordighera.
L’udienza, che rappresenta un passaggio cruciale nell’inchiesta coordinata dalla procura di Imperia, vedrà Iannuzzi comparire per primo alle ore 12, mentre la donna, già detenuta dal giorno del ritrovamento del corpo, sarà ascoltata successivamente. legnanonews
Entrambi, assistiti dai rispettivi difensori, dovranno rispondere dell’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore, un reato che, come spiegato nei giorni scorsi dal procuratore capo Alberto Lari, prevede una pena compresa tra i 12 e i 24 anni, superiore a quella contemplata per l’omicidio preterintenzionale inizialmente ipotizzato per la sola madre.
La svolta nelle indagini – che ha portato all’arresto del 42enne, fino a sabato scorso indagato a piede libero – è arrivata al termine di un lavoro certosino condotto dai carabinieri e supportato dalle analisi del Ris di Parma. legnanonews
Il racconto agghiacciante delle sorelline e le immagini sequestrate
A corroborare il quadro indiziario, definito dal gip come caratterizzato da “violenza brutale” e “percosse di selvaggia intensità”, hanno contribuito in maniera determinante le testimonianze rese dalle due sorelline della vittima, di sette e nove anni, ora inserite in una struttura protetta. legnanonews
Sono proprio le parole della maggiore, riportate negli atti, a dipingere l’agonia della piccola Beatrice: le bambine hanno raccontato di aver tentato invano di chiedere aiuto per la sorellina che, già dalla sera del 7 febbraio nella casa di Perinaldo, mostrava segni di grave sofferenza come vomito e perdita di sangue dal naso, fino ad arrivare allo stato di incoscienza descritto con agghiacciante lucidità. legnanonews
A questi elementi si aggiunge il ritrovamento, sul telefono sequestrato a Iannuzzi, di un vero e proprio “archivio dell’orrore” contenente fotografie della bambina con il volto tumefatto e lividi su tutto il corpo, nonché un video in cui la piccola, costretta a fumare una sigaretta, scoppia in lacrime mentre sullo sfondo si odono le risate degli adulti. legnanonews
La presunta messa in scena e l’accusa di omissione di soccorso
Le indagini hanno inoltre permesso di smontare la versione fornita inizialmente dalla madre, la quale aveva attribuito i lividi a una banale caduta dalle scale, e di ricostruire quanto accaduto nelle ultime, drammatiche ore di vita di Beatrice. legnanonews
Secondo quanto emerso, la bimba avrebbe riportato un violento trauma cranico nella serata di venerdì 7 febbraio; nei successivi due giorni, piuttosto che chiedere l’intervento dei sanitari, la madre e il compagno avrebbero tentato di “rianimarla” con mezzi improvvisati, tenendole la testa sott’acqua e somministrandole dello zucchero. Un’omissione di soccorso che gli investigatori hanno definito “spietata”. legnanonews
La procura ritiene, infine, che i due abbiano concordato una messa in scena per depistare le indagini: il corpo senza vita della piccola sarebbe stato trasportato in auto, avvolto in una coperta, dalla casa di Perinaldo a quella di Bordighera, dove è stata simulata una chiamata al 118 quando ormai ogni speranza era vana. legnanonews
A complicare ulteriormente la posizione di Iannuzzi, va segnalato il suo trasferimento dal carcere di Sanremo a quello di Genova Marassi, resosi necessario per evitare la compresenza con il padre di lui, detenuto peraltro nella stessa struttura per altri reati. legnanonews
La richiesta del padre biologico: “Voglio riabbracciare le mie figlie”
Sullo sfondo di questa vicenda giudiziaria, emerge la disperazione del padre biologico di Beatrice, che si trova attualmente recluso per altri motivi. Attraverso il suo legale, l’uomo ha espresso il desiderio di poter riabbracciare le due figlie superstiti – che non sente da circa un mese – chiedendo al contempo che venga fatta giustizia in modo esemplare per quanto accaduto alla piccola. legnanonews
I legali della madre e del compagno, Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni per la donna, Maria Gioffré e Cristian Urbini per Iannuzzi, si preparano ora all’interrogatorio di garanzia, l’occasione formale in cui i due indagati potranno fornire la loro versione dei fatti dinanzi all’autorità giudiziaria. legnanonews




