Notte di attacchi russi su Kiev: tre morti tra cui un bambino, incendi in due quartieri della capitale
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Redazione Esteri
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Una nuova ondata di attacchi aerei russi si è abbattuta nella notte sulla regione di Kiev, seminando morte e distruzione in un'offensiva che ha colpito duramente la periferia della capitale e causato incendi in due quartieri cittadini. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, il bilancio provvisorio parla di almeno tre vittime, tra le quali figura un bambino, e diversi feriti, in un'escalation che ha riportato il terrore nelle zone residenziali a ridosso del centro amministrativo ucraino.
Gli attacchi, che non hanno risparmiato nemmeno le infrastrutture civili, hanno costretto la popolazione a cercare riparo nei rifugi mentre le esplosioni echeggiavano nella notte, interrompendo il silenzio della capitale e gettando nel panico i residenti che, ormai da più di quattro anni, convivono con l'incubo dei raid russi.
Il dramma nel villaggio di Pukhivka e il cordoglio del presidente
Il raid più sanguinoso ha avuto come teatro la località di Pukhivka, situata nella periferia nord-orientale di Kiev, dove l'impatto degli ordigni – senza che fosse possibile specificare se si trattasse di missili o droni – ha distrutto un'abitazione privata, causando la morte di tre componenti della stessa famiglia.
Secondo le prime ricostruzioni fornite dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, tra le vittime figurano un nonno, una nonna e il loro nipotino, un bambino di appena tre anni che ha perso la vita in quello che si configura come l'ennesimo episodio di violenza nei confronti dei più innocenti. Le autorità hanno inoltre confermato che i genitori del piccolo, il fratello quindicenne e un vicino accorso per prestare soccorso sono rimasti feriti nel bombardamento e sono stati ricoverati in ospedale per le ustioni e le ferite riportate a causa delle schegge.
Il capo dell'amministrazione militare regionale, Tymour Tkatchenko, ha fornito ulteriori dettagli sull'accaduto, segnalando che i detriti caduti hanno danneggiato diverse automobili e un edificio non residenziale, in un quadro di devastazione che ha sconvolto la tranquilla comunità rurale.
Incendi e danni nei quartieri della capitale
Nella capitale ucraina, l'allarme è scattato intorno alle due di notte, quando le difese aeree hanno segnalato l'avvicinarsi di missili balistici e un giornalista dell'AFP ha udito circa una dozzina di esplosioni scuotere la città. L'attacco ha provocato diversi incendi in due quartieri periferici di Kiev, dove i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per domare le fiamme che hanno divorato un'ampia area di garage, per una superficie complessiva di circa 1.000 metri quadrati, e un edificio non residenziale adibito a deposito di cartone.
I servizi di emergenza statali dell'Ucraina hanno confermato che gli incendi si sono sviluppati nei distretti di Holosiivskyi e Obolon, richiedendo l'intervento massiccio dei pompieri per evitare che le fiamme si propagassero ulteriormente. Le operazioni di spegnimento, seppur complesse a causa della natura dei materiali in fiamme, sono state circoscritte e proseguono con l'obiettivo di mettere in sicurezza le zone colpite.
L'allarme si estende a Dnipro e la richiesta di maggiore difesa aerea
Le esplosioni, tuttavia, non si sono limitate alla regione di Kiev, ma sono state avvertite con preoccupazione anche nella città di Dnipro, a centinaia di chilometri di distanza, segno della vastità e della pericolosità dell'offensiva aerea russa che ha tenuto sotto scacco buona parte del territorio ucraino.
Di fronte all'ennesima tragedia che ha colpito una famiglia nella sua interezza, il presidente Zelensky ha rinnovato il suo appello agli alleati occidentali affinché forniscano all'Ucraina ulteriori sistemi di difesa aerea, capaci di intercettare i missili balistici e i droni che continuano a mietere vittime tra la popolazione civile.
Il leader ucraino ha sottolineato come la carenza di intercettori, in particolare dei sistemi Patriot, SAMP/T, NASAMS e Hawk, renda le città sempre più vulnerabili, esponendo i cittadini al rischio di attacchi che colpiscono indiscriminatamente case, scuole e infrastrutture essenziali.
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