L’Ue pronta a dazi del 10% per evitare ritorsioni Usa, ma l’Italia rischia di pagare il conto
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Redazione Esteri
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La Commissione europea, secondo fonti interne citate dal Handelsblatt, starebbe valutando l’ipotesi di accettare dazi statunitensi del 10% su tutte le esportazioni verso gli Usa, una misura che, sebbene temporanea, rappresenterebbe un compromesso per scongiurare tariffe più punitive su settori strategici come l’automotive, i farmaci e l’elettronica. Bruxelles, che ha già avviato un negoziato serrato con Washington, punterebbe a chiudere l’accordo entro il 9 luglio, fissando criteri precisi per evitare distorsioni di mercato.
Non si tratterebbe, tuttavia, di una concessione a cuor leggero. L’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen, consapevole delle ripercussioni per gli Stati membri, avrebbe incluso nel pacchetto anche la riduzione dei controdazi europei sulle auto americane e il riconoscimento di alcuni standard tecnici d’oltreoceano, un dettaglio non trascurabile per le case automobilistiche tedesche e francesi. Ma è l’Italia, con la sua struttura produttiva fortemente orientata all’export, a rischiare di subire gli effetti più immediati, soprattutto per le piccole e medie imprese che operano in settori già sotto pressione.
Parallelamente, la Commissione starebbe studiando un divieto totale alle importazioni di gas russo, una mossa che, se confermata, aprirebbe la strada a un aumento delle forniture di Gnl dagli Stati Uniti. Una scelta politica più che economica, dettata dalla necessità di ridurre la dipendenza energetica da Mosca, ma che potrebbe tradursi in costi più elevati per i consumatori europei, già alle prese con un’inflazione persistentemente alta.




