Iper-ammortamento, da oggi al via le comunicazioni di completamento sul portale GSE
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Redazione Economia
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Con il decreto direttoriale dello scorso 14 ottobre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha approvato il modello per la comunicazione di completamento degli investimenti agevolabili nell’ambito dell’iper-ammortamento previsto dalla legge di bilancio 2026, all’articolo 1, commi da 427 a 436, della legge 30 dicembre 2025, n. 199. La piattaforma del Gestore dei servizi energetici è operativa dalle ore 12 del 15 ottobre 2026 e consente alle imprese di chiudere l’iter documentale necessario per accedere alla maggiorazione fiscale del costo dei beni acquistati.
Un beneficio fiscale, non un credito d’imposta
A differenza delle precedenti misure basate su crediti d’imposta compensabili in F24, l’iper-ammortamento consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione rilevante esclusivamente ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, con effetto sulle sole imposte sui redditi. La maggiorazione è graduata per scaglioni di investimento: 180% per la quota fino a 2,5 milioni di euro, 100% per la parte compresa tra 2,5 e 10 milioni, 50% per la fascia tra 10 e 20 milioni.
Il beneficio riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale, individuati negli allegati IV e V alla legge n. 199/2025, e in beni materiali destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, compresi i sistemi di stoccaggio.
Chi può inviare la comunicazione e con quali documenti
La procedura di completamento riguarda esclusivamente le imprese che hanno già ricevuto l’esito positivo della comunicazione di conferma, quella in cui si attestava il versamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene. L’invio avviene tramite l’Area Clienti del portale GSE, previa autenticazione con SPID, ed è riservato agli investimenti già interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Nella comunicazione devono essere indicati gli estremi delle fatture relative ai costi agevolabili, la data di completamento per ciascun bene e le attestazioni del possesso della perizia tecnica asseverata, rilasciata da un ingegnere o perito industriale iscritto all’albo oppure da un ente di certificazione accreditato, e della certificazione contabile redatta da un revisore legale o da una società di revisione. Il termine ultimo per l’invio è fissato al 15 novembre 2028.
I vincoli rispetto alla fase di conferma
La comunicazione di completamento non può ampliare il perimetro già autorizzato: non è possibile inserire beni diversi da quelli indicati nella conferma né dichiarare importi superiori a quelli precedentemente comunicati. Il costo finale può variare rispetto alle fasi precedenti solo in diminuzione. Le imprese possono trasmettere una o più comunicazioni riferite a singoli beni o a gruppi di beni, anche in anni successivi, purché ciascun invio rispetti la coerenza con il progetto validato.
La trasmissione della comunicazione di completamento determina anche la decorrenza del beneficio fiscale, che rileva a partire dal periodo d’imposta in cui l’invio avviene, a condizione che il bene sia entrato in funzione nel medesimo periodo e che il GSE abbia concluso positivamente le verifiche.
Le dichiarazioni di Urso sul futuro della misura
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è intervenuto all’evento per il 120esimo anniversario dell’Unione Industriali Torino annunciando l’intenzione di rendere strutturale la misura: «Nella Legge di bilancio sicuramente renderemo strutturale Transizione 5.0 con l’iperammortamento», ha dichiarato, aggiungendo la volontà di «programmare nelle leggi di bilancio successive anche le risorse» per proseguire oltre il triennio 2026-2028.
Urso ha inoltre anticipato l’ipotesi di un voucher per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese, precisando che la misura dovrà ottenere il via libera del Mef. Sul fronte della prossima manovra, il ministro ha indicato tra le priorità gli incentivi alle imprese, l’innovazione digitale e gli interventi contro il caro gasolio, con un’attenzione specifica al futuro della Zes Unica e alla possibile estensione di alcune agevolazioni alle regioni del Centro-Nord.
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