La morte di Alexei Navalny scuote il mondo: la madre chiede giustizia
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Redazione Esteri
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Lyudmila, madre di Alexei Navalny, ha 69 anni. Da venerdì scorso, quando ha appreso della morte del figlio, è partita per la colonia penale IK-3, al Circolo polare, dove Navalny è stato dichiarato morto. Nonostante le difficoltà del viaggio, attraverso la neve e in latitudini da 40 sottozero, Lyudmila è determinata a riavere il corpo del figlio.
Nel programma di approfondimento politico "Prima di Domani", condotto da Bianca Berlinguer su Rete 4, si è discusso della morte di Navalny. Vittorio Sgarbi ha acceso il dibattito con una serie di paragoni e parallelismi sulla responsabilità di Vladimir Putin, indicato dalla maggior parte della comunità internazionale come il vero responsabile della morte di Navalny.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore russo a Roma, Alexei Paramonov, per discutere del caso Navalny. "Vogliamo capire cosa è successo, se ci sono delle responsabilità, quando verrà restituito il corpo alla famiglia, insomma vogliamo fare chiarezza", ha spiegato Tajani. Questa mossa è vista come un segnale forte: non si può soffocare la libertà e la democrazia.




